Indagini aperte o insabbiate in cambio di denaro. Come era previsto, la Procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per i giudici di Trani accusati, tra le altre ipotesi, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari.
Dieci le persone che l’11 settembre dovranno presentarsi davanti al Gup di Lecce, Cinzia Vergine. Fra queste non ci sarà Flavio D’Introno, l’imprenditore di Corato che, con il suo racconto delle tangenti pagate all’ex Gip, Michele Nardi, e agli ex Pm, Antonio Savasta e Luigi Scimè, ha fatto esplodere l’inchiesta.
Infatti, la posizione di D’Introno è stata stralciata e, pur rimanendo indagato, è qualificato quale parte offesa: potrà, cioè, costituirsi nei confronti degli imputati e chiedere loro i danni.
Antonio Savasta, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda, potrebbe a sua volta chiedere il giudizio abbreviato, dopo che la sua posizione è stata ormai sviscerata nell’incidente probatorio.
D’Introno ha parlato di due milioni di euro distribuiti tra Nardi, Savasta e Scimè per tentare di fermare il suo processo per usura (alla fine è stato condannato) e costruire falsi procedimenti penali nei confronti di chi lo aveva accusato.
Il fascicolo è ancora aperto per dare riscontro sia agli ulteriori episodi raccontati da D’Introno, sia alle denunce che da gennaio (la data degli arresti) a oggi sono state presentate da imprenditori e avvocati che ritengono di essere raggirati.
(fonte, La Gazzetta del Mezzogiorno)
