«I cambiamenti che stanno caratterizzando il mondo della distribuzione moderna negli ultimi anni hanno imposto un’evoluzione nella gestione delle piattaforme logistiche e dei trasporti. Per rispondere con maggiore rapidità ed efficienza alle necessità di una rete di punti vendita diretti e affiliati, sempre più numerosa e articolata, Piramide commerciale italiana Spa ha abbandonato lo schema rigido della gestione diretta con propri dipendenti, per affidarsi ad un partner terzo operante nel settore da decenni, e con il quale la società collabora da oltre dieci anni».
Così Dino Mansi, responsabile delle relazioni sindacali di Piramide commerciale italiana, in risposta alla protesta dei lavoratori della piattaforma logistica del Gruppo Megamark, al centro di una vertenza sindacale dopo l'avvio della procedura di licenziamento per 46 dei suoi 100 dipendenti.
«La società, tra le ultime realtà operanti nel settore della distribuzione moderna a intraprendere questo percorso - chiarisce Mansi -, ha tutta l’intenzione di affrontare questo cambiamento tutelando i propri lavoratori. Per questo, sin dal principio, è stato raggiunto un accordo quadro con il partner logistico affinché a tutti i lavoratori della piattaforma di Molfetta, che svolgano le attività in corso di esternalizzazione, venga garantito lo stesso trattamento economico e normativo attualmente in essere. Ai lavoratori coinvolti nelle attività di stoccaggio e preparazione, dunque - spiega ancora il referente di Piramide -, è stata prospettata una immediata ricollocazione alle dipendenze del nuovo partner logistico, con la stessa retribuzione lorda, la stessa anzianità di servizio, la stessa tipologia contrattuale. L’unica eccezione rispetto alla condizione attuale - chiarisce ancora Mansi - è la necessità di divenire soci lavoratori, essendo la società partner una cooperativa di lavoro».
Una proposta, dunque, che Piramide assicura si stia articolando «nel pieno rispetto delle leggi che riguardano il settore, ma purtroppo accolta non favorevolmente dai lavoratori, motivo per cui si è reso necessario l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo riguardante i 46 lavoratori cui è stata rappresentata l'opportunità della continuità lavorativa. Ad ogni modo - conclude e annuncia Mansi -, nei prossimi giorni avranno luogo degli incontri tra azienda e organizzazioni sindacali, nei quali si auspica di raggiungere un accordo condiviso».
