«Mi appresto a terminare il mandato di presidente facente funzioni lasciando una Provincia con i conti più in ordine, il bilancio di previsione approvato e debiti fuori bilancio quasi azzerati. Sono stati pochi, ma intensi mesi di lavoro, per i quali ringrazio le forze politiche e tutti i dipendenti dell'ente per la collaborazione prestata, nell'interesse della collettività».
Così Pasquale De Toma, dallo scorso giugno reggente della Provincia di Barletta-Andria-Trani dopo l'uscita di scena del presidente uscente, Nicola Giorgino, a causa dello scioglimento del consiglio comunale di Andria.
Fu proprio l'ex sindaco di quella città a nominare De Toma vice presidente poche ore prima della conclusione anticipata del suo mandato, e ciò ha permesso di fargli traghettare la Bat fino all'appuntamento elettorale di oggi, giovedì 26 settembre, per il rinnovo del solo presidente dell'ente di secondo livello.
Infatti, le elezioni che si terranno per l'intera giornata di oggi, dalle 8 alle 20 presso la sede della Bat in piazza San Pio X, ad Andria, riguarderanno esclusivamente il successore di Giorgino e, di conseguenza, di De Toma, carica cui ambiscono tre candidati: Francesco De Feo, sindaco di Trinitapoli, a capo della lista Insieme per la rinascita della Bat; Cosimo Damiano Cannito, primo cittadino di Barletta, a capo de La nuova Bat; Bernardo Lodispoto, a capo della giunta di Margherita di Savoia, in rappresentanza di Uniti per la Bat.
Mentre De Feo rappresenta il centrodestra, gli altri due candidati alla carica di presidente sono riconducibili al centrosinistra.
L'eletto si porrà alla guida del consiglio provinciale in carica, entrambi con mandato di un solo anno, poiché nel 2020 si rinnoveranno sia il presidente, sia l'assemblea.
Il consiglio è formato di 11 consiglieri, dei quali 6 di centrodestra e 5 di centrosinistra. Pertanto, l'eventuale elezione di De Feo cristallizzerebbe una maggioranza di centrodestra, mentre quella di Cannito, o Lodispoto, determinerebbe una parità di numeri in consiglio provinciale.
Al voto si presenteranno sindaci e consiglieri comunali di 9 delle 10 città della provincia. Mancherà all'appello Andria, che è commissariata, e questo determinerà lo spostamento del voto ponderato andriese secondo una redistribuzione, prevista per legge, sulle altre città.
Tale circostanza potrebbe, a sua volta, spostare gli equilibri, in maniera decisiva, in favore di uno dei tre candidati della consultazione odierna.
Le operazioni di scrutinio avranno inizio sempre oggi, a partire dalle 20, subito dopo la chiusura delle operazioni di votazione.
