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Personale ridotto all'osso, ad ottobre castello di Trani più chiuso che aperto: tutti gli orari. E potrebbe non finire qui

Un castello ingessato, di nome e di fatto. Mentre all'esterno impalcature e teli cingono la vecchia fortezza modificando sensibilmente lo skyline marino almeno fino ad aprile-maggio del prossimo anno, all'interno scarseggiano i dipendenti ed aumentano, così, le giornate di chiusura parziale o totale.

Il nuovo calendario del mese di ottobre, diffuso dal Polo museale della Puglia, è particolarmente indicativo delle restrizioni siano in atto. Infatti, nel corso del mese di ottobre 2019, il castello svevo di Trani effettuerà l'apertura al pubblico con le seguenti modalità: lunedì, martedì e sabato dalle 8.30 alle 13.30 (ultimo ingresso alle 13); mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 19); domenica 6 ottobre, dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 19); domenica 13, 20 e 27 ottobre, chiuso.

Come si può notare, le aperture con orario continuato si sono ridotte a soli tre giorni su sette, ed anche questa volta, per quanto riguarda le domeniche, il castello resterà aperto soltanto la prima del mese, che è quella per la quale, in tutti i musei italiani da esso dipendenti, il Ministero dei beni e attività culturali da anni ha disposto l'ingresso gratuito.

Certamente appare un paradosso il fatto che, da una parte, si spendano migliaia di euro per restaurare e valorizzare un bene, mentre dall'altra non ci siano unità lavorative grazie alle quali tenerlo aperto.

Ad oggi sono soltanto sei i dipendenti statali ancora in servizio in piazza Re Manfredi, dopo che nei mesi scorsi vi è stato l'ennesimo pensionamento per raggiunti limiti di età, dopo 42 anni di onorato servizio.

I dipendenti oggi assegnati al castello di Trani hanno un'età dai 40 anni in su e, fra quelli meno giovani, c'è chi fra due o tre anni andrà in pensione e chi, nel frattempo, lavora con problemi di deambulazione tutt'altro che trascurabili.

Ma non sono certamente i casi singoli a determinare le limitazioni delle aperture a pubblico, poiché nel frattempo, come già era accaduto nel 2018 dopo il giro di boa dell'anno scorso, cominciano le garanzie di ferie e turnazioni previste per legge.

Infatti, si è già arrivati al punto in cui non si è più potuto superare il 50 per cento dei festivi lavorati all'anno: questo significa tenere chiuso il castello per parecchie domeniche, e adesso anche per tre pomeriggi ogni settimana, tralasciando il fatto che, quando il castello è aperto, il personale in servizio non va oltre le due persone, che sono il minimo funzionale stabilito (e quest'anno devono anche garantire la presenza in contemporanea alle attività del cantiere), ma sicuramente non è il minimo utile a garantire la sicurezza sia del sito, sia dei visitatori.

Ad accrescere il problema vi è il fatto che, mentre a Castel del Monte e Bari sono arrivati «rinforzi» da società esterne, a Trani non si è riuscito in alcun modo ad incrementare il numero dei lavoratori.

E così, per il momento ad ottobre, ma tutto porta a credere che così sarà fino a fine anno, anche quest'anno, si dovrà fare necessità virtù, lasciando un castello aperto sempre più a singhiozzo, con buona pace di «Trani città turistica».


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