Per il sesto anno consecutivo, da quando è entrata in vigore la legge sull’obbligatorietà per gli iscritti all’Ordine dei giornalisti dal 1 gennaio 2014 entrando in vigore Legge 148/2011 con il Dpr 137/2012, tutti i giornalisti in attività - professionisti e pubblicisti - iscritti all'Albo da più di 3 anni devono seguire la formazione continua. L'obbligo scatta a partire dal 1° Gennaio del terzo anno successivo a quello d’iscrizione e in ciascun triennio il giornalista è obbligato ad acquisire almeno 60 crediti formativi professionali (Cfp), con un minimo di 15 crediti l'anno. Alla fine del triennio formativo ciascun iscritto dovrà aver acquisito i 60 crediti, con un minimo di 15 crediti l’anno. Del totale, almeno 20 devono essere relativi alla deontologia.
L’Ufficio Cultura e comunicazione sociale dell’Arcidiocesi di Trani organizza, tra l’altro, eventi di aggiornamento per i giornalisti con crediti formativi con il supporto di esperti e professionisti nel campo della comunicazione e non. Nel corso di un sestennio l’Ufficio ha organizzato novanta eventi accreditati, con oltre tremila crediti attribuiti, talvolta, co-organizzati con altri ordini professionali, ed istituzioni pubbliche come Enti ed Università.
Il primo incontro è previsto nella Biblioteca diocesana a Trani il prossimo 25 ottobre dalle ore 17,30 alle 19,30 sul tema: "Il diritto all’informazione e i diritti dei cittadini”. Interverranno: l’avvocato Carmela Peschechera, referente AIL-Ass. italiana contro le leucemie linfomi e mielomi- resp. Gruppo ADMO- Ass. Donatori Midollo Osseo, già presidente del Consiglio Comunale di Barletta e Giuseppe Faretra, giornalista e membro dell’Ufficio Cultura e Comunicazione sociale dell’Arcidiocesi di Trani. Il diritto all’informazione, seppur non espressamente menzionato dalla Carta costituzionale repubblicana, è strettamente legato alla libertà di manifestazione del pensiero prevista dall’art. 21 della Costituzione italiana.
Il diritto all’informazione è un diritto sociale relativamente recente tant’è che, nell’ordinamento italiano, solo dal 1994 si ha una definizione data dalla giurisprudenza della Corte costituzionale della Repubblica Italiana, su cui, peraltro, tuttora si discute. La Corte, con la sentenza 7 dicembre 1994 n° 420, dichiarò, infatti, che è necessario “garantire il massimo di pluralismo esterno al fine di soddisfare, attraverso una pluralità di voci concorrenti, il diritto del cittadino all’informazione”, che, quindi, si pone come uno dei diritti fondamentali della società moderna. In sostanza, il diritto all’informazione si raffigura come una conseguenza del principio democratico, poiché un regime democratico necessita sempre di una pubblica opinione vigile e informata.
«Invitiamo tutti coloro che ad oggi non hanno completato la formazione a farlo al più presto per evitare di incorrere in sanzioni disciplinari, inoltre, rappresentano un’opportunità per approfondire varie tematiche professionali, nonchè l’opportunità di incontrarsi – ha dichiarato il diac. Riccardo Losappio, direttore dell’Ufficio Cultura e Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Trani- Barletta- Bisceglie – A tutti coloro che invece hanno compiuto il proprio dovere auguro un buon proseguimento con i corsi per il II triennio formativo, che si concluderà il 31 dicembre 2019. Noi cercheremo di continuare con questo percorso come un’attività di servizio aperta alla comunità dei giornalisti. Il prossimo evento è previsto per sabato 9 novembre».
