L'imprenditore coratino Flavio D'Introno, il grande accusatore dei magistrati finiti in carcere a Matera, e sotto processo a Lecce, è a sua volta in carcere a Trani: sì e consegnato egli stesso, a seguito di una condanna per usura a 4 anni e mezzo, nell'ambito del processo Fenerator, dopo che i giudici della sorveglianza avevano rigettato l'affidamento in prova ai servizi sociali.
Da ieri, dunque, D'Introno è nella casa di reclusione di via Andria dopo che i carabinieri, mercoledì pomeriggio, non lo avevano trovato in casa.
Il suo avvocato, Vera Guelfi, ha scritto al Presidente della Repubblica, Mattarella, ed al Ministro della Giustizia, Bonafede, per segnalare il paradossale accaduto: «Il mio cliente finisce in carcere sulla base di una sentenza all'esito di un processo che i giudici da lui accusati potrebbero avere truccato».
La richiesta al Capo dello Stato ed al Guardasigilli è di modificare la legge ipotizzando, per chi collabora con la giustizia in caso di corruzione in atti giudiziari, che la competenza della Procura interessi tutti i processi che lo vedono coinvolto: in altre parole, di D'Introno avrebbe dovuto occuparsi solo Lecce.
(fonte, La Gazzetta del Mezzogiorno)
