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Consorzi guardie campestri della Bat, la federazione sindacale Cosp dichiara lo stato di agitazione

La Federazione Sindacale Co.S.P. settore commercio e privato è intervenuta sulla situazione delle guardie campestre-rurali della Bat. Di seguito l'intervento.

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Manca un ccl (contratto) da quasi  otto anni (2008-2011); mancano aumenti stipendiali, premi di qualifica e del disagio; mancano anche riconoscimento per la qualifica posseduta di “guardia giurata” servizio armato, quando in sostituzione viene elargito lo stipendio, non sempre come accade nel Consorzio della BAT di Andria; non ricevono gli emolumenti di 150,00 euro dal lontano 2007; effettuano turni di circa 48 ore settimanali e sulla giornata di riposo che è sacra verrebbe anche imposto il servizio di reperibilità; non lasciano trascorrere le 12 ore previste dalle circolari del ministero del lavoro e della CEDU (Europa) tra un turno di lavoro; effettuano un servizio che copre oltre 100Km a lungo raggio a volte da soli e pure appiedati come acacde sempre ad Andria.

Inoltre, vengono impiegati in mezzi quale auto panda con un chilometraggio oltre il consentito stradale, mezzi obsoleti e mai sostituiti che con il caldo a 43 gradi e con il freddo sotto zero non sembrano godere del climatizzatore; vengono esposti di sera e di notte in zone impervie a combattere la criminalità dilagante e diffusa dell’agricoltura come furti  d’uva, d’olive, d’olio nelle aziende e furti nelle ville di private o mezzi pesanti nelle zone delle cave ma non ricevono la giusta attenzione di chi gestisce, forse unilateralmente e senza alcun controllo, di Prefettura, Questura, Polizia di stato, Ispettorato del lavoro a cui da tempo segnaliamo continue inosservanze sulla sicurezza e sulla salubrità dei luoghi di lavoro ma non riscontrano le nostre missive.

Di controtendenza, come accade da circa 9 mesi presso il Consorzio di Trani delle Guardie Rurali, su 12 agenti campestre rispetto alle 36 unità di dieci anni fa, con aumento esponenziale dei carichi di lavoro e attività da vigilare, fioccano procedimenti di richiamo, procedimenti disciplinari, sospensioni dal servizio per trovarsi in attesa di visita medica o in malattia giustificata e, udite, udite, anche il licenziamento in tronco, secondo loro, firmatari dell’atto, per giusta causa, secondo il sindacato un abuso dell’esercizio dello strumento dell’azione disciplinare, per aver il dipendente richiesto e ribadito la tutela sindacale, diritti contrattuali e precise disposizioni sulla nuova proposta di avanzamento di grado e qualifica in difesa della propria professionalità, priva di formazione sulla base delle nuove funzioni di ampia responsabilità e gestione del personale, un passaggio dovuto dal consorzio ma non effettuato se non con la risposta di insubordinazione, diffamazione e sottrazione di documenti da parte del lavoratore.

Siamo nell’assurdo più assoluto e pertanto l’ufficio legale del Sindacato ha già opposto e impugnato il provvedimento mentre l’assemblea unitaria generale della federazione sindacale CO.S.P. riunitasi sabato 12 ottobre scorso, all’unanimità ha dichiarato lo stato di agitazione  e prossime imminenti mobilitazioni e proteste anche ad oltranza se sarà necessaria in assenza di un reintegro immediato del dipendente e cessazione di queste misure disciplinari al limite dello statuto essendo stato violato anche il comma 5 dell’articolo 7 della Legge 300/1970  richiesto in difesa del dipendente ma non rispettato dal Consorzio di Trani.

Intanto, come risposta del Consorzio di Trani con provvedimento dell’11 ottobre 2019 a firma del presidente pro-tempore, a decorrere dal14 ottobre 2019 sono stati cambiati unilateralmente e senza preavviso al sindacato COSP che rappresenta nell’unità lavorativa il 100% della rappresentanza sindacale i turni e i servizi delle poche unità non ancora falciate dai provvedimenti unilaterali disciplinari del Consorzio (7 azioni disciplinari su 12 dipendenti).

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