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Guardie rurali, il presidente del consorzio di Trani risponde al sindacato Cosp: «Non siamo mai stati sordi alle richieste dei dipendenti»

Alla dichiarazione dello stato di agitazione delle guardie campestre-rurali della Bat, da parte della Federazione Sindacale Co.S.P. settore commercio e privato, è intervenuto Giuseppe Nardò, presidente pro tempore del consorzio guardie rurali di Trani.

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Io sottoscritto Nardò Giuseppe, nella qualita di Presidente pro tempore del consorzio guardie rurali di Trani, in risposta ai numerosi comunicati stampa nonché alle molteplici comunícazioni, anche a mezzo social, da parte del sindacato Co.S.P., nella persona del segretario generale nazionale, Domenico Mastrulli, aventi ad oggetto le reiterate richieste avatuate da quest'ultimo ai fini della partecipazione alle trattative per il rinnovo della contrattazione collettiva, sono a rappresentare quanto segue. 

In data 05.08.2019, la Federazione sindacale Co.S.P. depositava ricorso ex art. 28 della L. n. 30011970 denunciando una condotta antisindacale presumibilmente sostenuta dal Presidente del Consorzio Guardie Rurali di Trani, evidenziando, tra le altre cose, di aver più volte richiesto allo stesso I'attívazione delle procedure di rinnovo del contratto collettivo di categoria, ma senza ottenere alcun esito. A tal riguardo, erano stati indetti, dal suddetto sindacato, scioperi e manifestazioni con l'irragionevole pretesa che il Consorzio Guardie Rurali di Trani stipulasse un contratto collettivo di categoria direttamente con I'anzidetta associazione sindacale. 

A ragion veduta, il Consorzio delle Guardie Rurali di Trani, vittima di reiterati attacchi da parte del sindacato Co.S.P. a tal riguardo, si è sempre difeso sostenendo che la suddetta richiesta non potesse trovare accoglimento in quanto appartenente ad un Ente federale, la Federazione dei Consorzi di vigilarza campestre per I'appunto - della quale fanno parte CGIL, CISL e UIL -, la quale risultava, e risulta tuttora, I'unica autorizzata ad, eventualmente, ammettere il sindacato Co.S.P. al tavolo delle trattative. 

Costretto, pertanto, a difendersi dal ricorso depositato, il Consorzio si costituiva in giudizio con i propri avvocati Giuseppe Calabrese e Vincenzo Pappolla, i quali, eccepivano, tra le altre cose, l'illegittimità della richiesta avanzata dal Co.S.P. e insussistenza del diritto dell'associazione sindacale a costringere il datore di lavoro del consorzio guardie rurali di Trani ad ammetterla al tavolo delle trattative per il rinnovo della contrartazione collettiva. 

In data 02.10.2019, a scioglimento della riserva, il Giudice del Tribunale di Trani, dott.ssa Floriana Dibenedetto, rigettava in toto il ricorso proposto dal sindacato Co.S.P. accogliendo, nel merito, le conclusioni rassegnate dagli avvocati Giuseppe Calabrese e Vincenzo Pappolla del Consorzio, così statuendo: "Sicché essa (l'ass collettiva a livello tenitoriale cioè la Federazione dei Consorzi di Vigilanza CamLestre) non ha diritto a pretendere che il Consorzio resistente stipuli una contrattazione collettiva direttamente con lei a livello aziendale e ciò a prescindere dal suo grado di rappresentatività all'interno dell'azienda. Per tale ragione la domanda non può essere accolta". 

Di palese evidenza appare, dunque, la debacle dell'associazione sindacale Co.S.P. che, a discapito di quanto da essa sostenuto reiteratamente, ben avrebbe potuto ascoltare, già in prima battuta, quanto sostenuto dal Consorzio e dai suoi legali, evitando, altresì, di recare inutili danni con I'indizione di scioperi e manifestazioni che hanno causato soltanto disagi ai consociati, i quali, è sempre opportuno ricordarlo, con notevoli sacrifici, versano le quote associative per poter fruire del servizio di guardiania. 

Concludendo, si rammenta che il Consorzio delle Guardie Rurali di Trani non è mai stato sordo alle richieste, legittime, avanzate dai propri dipendenti, in passato sostenuti dai sindacati CGIL, CISL e UIL e si evidenzia, a tal fine ed a chiusura di questa diatriba, che spesso, oltre ai diritti, così come giustamente richiesti, esistono anche dei doveri. Ed i doveri dovrebbero venir prima dei diritti. Solo così le cose potrebbero iniziare realmente a funzionare. 

 

Giuseppe Nardò


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