Ci potrebbe essere anche Trani nel Giro d’Italia 2020. Il percorso ufficiale sarà svelato soltanto giovedì prossimo, 24 ottobre, ma con molta probabilità tra le 21 tappe ci sarà nuovamente la nostra città. Così, dopo il 2017, anno in cui la carovana rosa attraversò le strade cittadine, l’anno prossimo potrebbe esserci una nuova puntata.
La tappa pugliese, la nona del giro, dovrebbe iniziare da Giovinazzo e concludersi a Vieste domenica 17 maggio. Ed è in base a questo percorso che, se confermato, Trani sarebbe toccata inevitabilmente.
L’edizione 2020 della corsa rosa inizierà sabato 9 maggio da Budapest e si concluderà il 31 a Milano. Battesimo, quindi, tutto ungherese per la 14esima partenza del giro d’Italia dall’estero: nel 2018 si partì ancora da più lontano, da Gerusalemme.
Secondo queste indiscrezioni, ci saranno molte regioni del Sud protagoniste del giro d’Italia, ma anche molte esclusioni come Campania, Lazio, Umbria, Molise, Sardegna, Toscana, Liguria e Valle d’Aosta.
Tra i ciclisti partecipanti ci sarà quasi sicuramente Vincenzo Nibali, per cui il giro d’Italia è un obiettivo stagionale, e il vincitore del 2019, l’ecuadoriano Richard Carapaz. Per tutti gli appassionati il giro d’Italia sarà trasmesso in diretta tv sui canali Rai ed Eurosport.
Nel caso in cui Trani fosse inserita nel percorso rosa, sicuramente l’amministrazione dovrà svolgere diversi interventi di rifacimento stradale delle zone interessate dal passaggio dei ciclisti.
E a differenza del 2017 poiché la tappa tranese 2020 dovrebbe svolgersi di domenica, i bambini e i ragazzi di tutte le scuole cittadine non potranno uscire prima, perché a scuola non ci andranno proprio in quanto giornata festiva, ma si godranno comunque una mattinata adrenalinica come quella del Giro d’Italia.
Vi è, piuttosto, la non remota possibilità che, quel giorno, Trani vada alle urne sia per le amministrative, sia per le regionali: in questo caso il passaggio della corsa rappresenterebbe un problema non di poco conto, poiché terrebbe impegnate per lunghe ore tutte le unità della Polizia locale e tanti altri operatori, che a quel punto sarebbero del tutto sottratti all'attività elettorale.
