I dati, sebbene parziali, sono già sufficientemente significativi: in Puglia, a settembre 2019, si è registrata una percentuale complessiva di raccolta differenziata del 56 per cento, contro il 48 di settembre 2018, ed a questa crescita significativa ha contribuito anche la Bat: infatti, il nostro territorio fa registrare un percentuale complessiva del 52 per cento contro il 50 del 2018.
La città capoluogo di provincia con la migliore percentuale di raccolta differenziata è Barletta (70 per cento), quella non capoluogo Minervino Murge (77 per cento), mentre il capoluogo con la maglia nera resta Trani (28 per cento) sebbene il suo dato sia in piccola, ma costante crescita.
La Bat è divisa in tre «Ambiti di raccolta ottimale»: l'Aro 1 è formato da Barletta, Trani e Bisceglie; il numero 2 da Andria, Canosa, Minervino e Spinazzola; l'ambito 3 da Margherita di Savoia, San Ferdinando e Trinitapoli.
Allo stato, sul Portale ambientale della Puglia, soltanto l'ambito 1 mostra alcuni dati del mese di settembre con riferimento a Trani, che ha chiuso al 28,27 per cento, e Bisceglie (66,32). Manca ancora Barletta, che però, ad agosto, aveva chiuso al 70,4 per cento.
Nell'Ambito di raccolta ottimale 2 non ci sono ancora i dati di settembre, mentre per quelli di agosto troviamo Andria con il 57,8 per cento, Canosa con il 61,6 e Minervino con il 77,5, che ne fa la città primatista della Bat. Manca all'appello Spinazzola, il cui ultimo dato è il 56,6 per cento di rifiuti separati di luglio 2019.
Nell'ambito Bat3, nell'attesa dei dati di settembre, si segnalano ad agosto il 32,1 per cento di Margherita di Savoia e il 49 per cento di San Ferdinando di Puglia. Peraltro, Margherita spicca per essere il comune della Bat con la più alta produzione di rifiuti pro capite, pari a 89,1 chilogrammi per ogni cittadino salinaro. Mancano costantemente i dati di Trinitapoli.
Dunque, la notizia che più balza agli occhi è il primato provinciale di Minervino Murge, nato a luglio e agosto dell'anno in corso quando, improvvisamente, la percentuale della raccolta differenziata è schizzata dal 17,6 all'80 per cento, prima di ridiscendere al 77,5 attuale.
Cosa sia accaduto è molto facile spiegarlo: in quella città è partita la raccolta differenziata porta a porta, affidata dall'amministrazione comunale ad un soggetto esterno, e immediatamente cittadini hanno consegnato agli operatori i rifiuti, correttamente separati, producendone anche meno pro capite, considerando che la produzione media di giugno era di 26,8 chilogrammi, ma a luglio è scesa a 23 e ad agosto a 21.
Un risultato analogo potrebbe verificarsi, a breve, anche a Trani, dove, nonostante la maglia nera tra i capoluoghi della Bat, come detto si assiste ad un progressivo incremento della raccolta differenziata grazie al solo fatto che, lo scorso marzo, si è istituito un porta a porta per le attività commerciali del settore food: soltanto grazie a questo servizio, la raccolta differenziata si è progressivamente innalzata dal 21,7 al 28,2 per cento.
Amministrazione comunale ed Amiu, la sua partecipata, si stanno adesso dotando di automezzi e attrezzature per fare partire il porta a porta sull'intero territorio comunale, anche con riferimento alle utenze domestiche, ed a quel punto anche Trani dovrebbe potere marcare la differenza.
La città modello, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e conseguente ottima percentuale di raccolta differenziata, soprattutto se stabile nel tempo, resta comunque Barletta con la sua «macchina da guerra» Barsa: dal 2015 ad oggi la percentuale si è stabilmente fissata sul 70 per cento, con oscillazioni davvero minime. È anche vero, peraltro, che negli ultimi due mesi è aumentata la produzione di rifiuti pro capite, che ha toccato i 40 chilogrammi per cittadino, ma questo dato dovrebbe essere legato al'aumento delle presenze turistiche in città.
L'altro capoluogo di provincia, Andria, che pure era riuscita a toccare nel 2017 un ottimo 70 per cento, s'è poi lentamente attestata intorno al 60, percentuale che peraltro, nel 2019, ha toccato soltanto ad aprile, mentre per i restanti mesi non ha mai raggiunto. Anche qui le produzioni pro capite di rifiuti toccano punte di 40 kg solo nel cuore dell'estate.
