Non si è ancora chiarito il rebus della futura gestione del servizio: il Comune di Trani, che ne è titolare, vuole comprendere se potrà proseguirne l'affidamento in house all'Amet azienda interamente posseduta e partecipata dall'ente, ovvero sarà obbligato ad emanare una procedura ad evidenza pubblica aperta a tutti gli operatori del settore: da tempo è stata chiesto un parere pro veritate al professor Patroni Griffi e, per la verità, nessuno ancora si sbilancia sugli esiti.
Nel frattempo, il prossimo 30 giugno, il servizio della sosta a pagamento scadrà per decorrenza del termine contrattuale di nove anni, in corrispondenza con la scadenza del noleggio dei parcometri, per i quali però il bando ha previsto una proroga di sei mesi: tale prolungamento potrebbe essere lo stesso che il Comune dovrebbe prevedere, in favore di Amet, per il servizio in questione. Dunque, salvo clamorose sorprese, sosta a pagamento ad Amet fino al 31 dicembre 2020.
Peraltro, ciò potrebbe non bastare a rischiarare le prospettive degli ausiliari del traffico, sempre sulle spine perché temono il loro transito all'eventuale soggetto aggiudicatario di una gara, sebbene garantito per legge, sia tutt'altro che scontato.
Eppure. è proprio grazie al loro lavoro, a cominciare proprio dalle sanzioni in costante crescita, che Amet e Comune di Trani stanno incassando somme che mai le strisce blu aveva fruttato prima d'ora.
La prosecuzione della affidamento in house ad Amet, In ogni caso, sembra acquistare maggiore concretezza, e rappresentare la soluzione consigliata, anche alla luce dei problemi della confinante Barletta, sui quali si è soffermata nei giorni scorsi La Gazzetta del Mezzogiorno.
Lo ha fatto con una pagina dedicata al cosiddetto «Servizio a perdere dei parcheggi». Il gestore dello stesso, la partecipata Barsa, lo avrebbe affidato ad altro soggetto, che però avrebbe ribaltato sul Comune cifre definite «irrisorie, fra dimenticanze e sciatteria. Le regole, scritte in bandi e capitolati, ci sono - viene fatto osservare - ma difficilmente vengono fatte rispettare e, a chi viene a gestire un servizio qui a Barletta, deve sembrare di essere arrivato in una specie di Bengodi o paese di Pulcinella».

