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Amet, i dipendenti in stato di agitazione puntano il dito su Bottaro: «Anziché attaccare noi, lo sa che il Comune ha debiti con la società per diversi milioni di euro?»

Lo scorso 29 ottobre, a seguito di incontro con il management di Amet, è stato proclamato lo stato di agitazione del personale Amet del settore Elettricità da parte delle Rsu e dalle organizzazioni sindacali Flaei Cisl e Ugl Chimici Energia.

I rappresentanti sindacali dei lavoratori ritengono che sia in atto una crisi grave, caratterizzata dalla sofferenza di quasi tutti i punti essenziali che determinano la buona e cattiva salute di un’azienda: crisi di strategia, crisi di costi, crisi economica, crisi strutturale, crisi di assenza di un piano industriale serio, credibile e di crescita industriale.

I sindacati denunciano la perdita di esercizio per l’anno 2018, anche negli anni precedenti c’erano tutti i sintomi evidenti di una crisi aziendale.

I sindacati evidenziano che la situazione economica e la conduzione gestionale di Amet non consente più né distrazione, né rinvii, né si possono accettare alibi o una sorta di tirare a campare sia da parte degli amministratori di Amet e sia da parte del Socio Unico ovvero il Sindaco di Trani.

Della situazione venutasi a determinare nell’Azienda, i sindacati prendono atto dello stato di confusione in cui versa il Socio Unico di Amet, in cui le proprie doglianze le manifesta attraverso i vari organi di stampa evitando fin dal suo insediamento, un confronto con i rappresentanti aziendali.

Anche il Comune di Trani contribuisce ad affossare l’Amet in quanto non paga i servizi erogati dalla società Amet nei confronti del Comune di Trani (ci risultano diversi milioni di credito di Amet).

Signor Sindaco, lei lo sa?

Mettere ordine nella gestione Amet, soprattutto dal punto di vista della politica industriale, è compito di un’amministrazione «normale».

Il Sig. Sindaco sapeva della situazione di Amet perché i bilanci, da Lui approvati, riportano i dati relativi  ai crediti di met sin dal 2014 (bilancio 2015).

Ed questo il vero problema di Amet: non riuscire a riscuotere quanto gli spetterebbe, da noi sempre evidenziato, ma cui nessuna amministrazione ha posto rimedio.

In campagna elettorale abbiamo ascoltato ben altri propositi per lo sviluppo di Amet.

Ricordiamo a qualche amministratore e/o consigliera comunale che non conoscendo la materia ed il Ccnl, pur d’apparire, dovrebbe astenersi dal dispensare sproloqui sui dipendenti, che siamo disposti ad un confronto sulle problematiche di Amet.

Dei debiti del comune verso Amet nessuno parla?

Amet Spa non è una società in house (vedi sentenze della Cassazione) ed il settore elettricità è regolata da un contratto privatistico.

È strano però che mentre per Amiu (società in House) il cosidetto controllo analogo esprima pareri di non competenza nelle questioni interne (vedi parere sulle assunzioni) per Amet che non è società in house ritengano il contrario, ma non si esprimono.

Questi amministratori, in un momento delicato e di sofferenza aziendale, anziché coinvolgere direttamente i sindacati, preferiscono lo scontro e il braccio di ferro.

La protesta dello stato di agitazione è anche contro chiunque volesse perseverare nelle logiche fallimentari di Amet: la protesta non è contro l’Azienda, ma è a difesa della stessa.

Signor Sindaco, nonostante le nostre richieste ai nostri incontri mai è stato presente e l’unica cosa che Lei è la sua amministrazione sa fare è l’attacco ai dipendenti dimenticando le vostre responsabilità.

FLAEI – CISL - Emanuele Paradiso

UGL - Cosimo Uria

RSU -  Leonardo Musicco - Francesco Di Toma

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