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Il Tar: «No a concessioni senza limiti ma, fino a quando il Comune di Trani non emani una nuova gara, il ristorante resti nel fortino»

Sebbene lo scorso 30 settembre sia scaduto il contratto, il ristorante Le lampare al fortino potrà continuare ad utilizzare l'ex chiesa di Sant'Antuono fino a quando il Comune di Trani, proprietario del bene, non avrà emanato una nuova procedura ad evidenza pubblica per la sua concessione.

È quanto ha ordinato la Prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia - presidente Scafuri, estensore Zonno, primo referendario Allegretta -, esprimendosi sul ricorso proposto dalla società Le lampare Sas, rappresentata e difesa dall'avvocato Massimo Felice Ingravalle, contro il Comune di Trani, rappresentato e difeso dall'avvocato Michele Capurso, responsabile dell'Ufficio legale.

Obiettivo del ricorso era l'annullamento, previa concessione di idonee misure cautelari, del provvedimento con cui il dirigente del Settore patrimonio del Comune di Trani aveva notificato alla società la scadenza del contratto in essere fra l'ente e l'attività.

Il Tar, all'esito della discussione in udienza tenutasi l'altro giorno, ha sancito che «rinnovare una concessione, sostanzialmente senza limiti, urta con i principi comunitari e costituzionali di libera concorrenza, trasparenza e scelta del contraente delle pubbliche amministrazioni a mezzo di procedure ad evidenza pubblica. Tuttavia, la società ricorrente non può essere estromessa nelle more dell'assunzione di una procedura ad evidenza pubblica per la concessione in uso del bene, purché questa non sia procrastinata irragionevolmente».

«Il giudice amministrativo ha statuito che, allo stato - commenta l'avvocato Ingravalle -, la società mia assistita ha pieno e legittimo titolo a continuare la propria attività nell'immobile in questione. Il Comune, secondo quanto disposto ha l'esigenza di provvedere ad una procedura di evidenza pubblica per la sua concessione in uso, e ciò esclude che la ricorrente possa essere estromessa nelle more dell'assunzione di tali determinazioni».


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