L’ex pm di Trani (ora in servizio alla Procura di Bari), Michele Ruggiero, è stato condannato ad un anno di reclusione per concorso in tentata violenza privata.
Pena di otto mesi, per lo stesso reato, ad un altro pm tranese, tuttora in servizio a Palazzo Torres, Alessandro Donato Pesce.
La sentenza è stata emessa ieri Prima sezione penale del Tribunale di Lecce, in composizione monocratica, presieduta dal giudice Sermarini, che ha così accolto le conclusioni dell’indagine istruita dal procuratore, Leonardo Leone de Castris, e dal pm, Roberta Licci.
I fatti risalgono a ottobre 2015 quando, secondo la ricostruzione del Pm salentino, durante un interrogatorio, «abusando dei poteri e con violazione dei doveri inerenti la loro qualità di magistrati del Pubblico ministero, ponevano in essere atti idonei diretti, in modo non equivoco, a costringere con modalità intimidatorie e violenze verbali Roberto Scarcella, legale rappresentante della Italtraff, chiamato a rendere sommarie informazioni quale persona informata sui fatti nell'ambito di procedimenti collegati, rispettivamente loro assegnati, ad accusare se stesso ed altri di rapporti illeciti con il comandante uscente della Polizia municipale di Trani, Antonio Modugno, in relazione ad appalti per la fornitura di apparecchiature elettroniche per la rilevazione di infrazioni al Codice della strada, denominate Photored, commercializzate dalla Italtraff».
La vicenda era divenuta di dominio pubblico a dicembre 2017, quando si apprendeva che la stessa Licci aveva chiesto l'interdizione dai pubblici uffici dei due magistrati del Tribunale di Trani (ma Ruggiero, nel frattempo, si era trasferito a Bari) e la Cassazione aveva rigettato l'istanza pur formulando un atto di incolpazione nei loro confronti.
In tal modo, la Suprema corte avrebbe consentito a Ruggiero, in quell'epoca storica, di essere nominato nella Commissione parlamentare banche su indicazione di Movimento cinque stelle e Forza Italia.
I due Pm hanno sempre spiegato di avere solo informato i testimoni circa le conseguenze penali cui sarebbero andati incontro se avessero rilasciato false dichiarazioni, ed il pronunciamento della Cassazione sembrava, effettivamente, avere chiuso la vicenda.
Invece, i due magistrati si sono presentati a giudizio dal 12 novembre 2018: da lì una serie di udienze fino alla sentenza di primo grado.
I difensori di Ruggiero e Pesce, rispettivamente Viola Messa e Andrea Pietracci, all'esito del deposito delle motivazioni, valuteranno se impugnare la sentenza in appello.


