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Trani, alla scoperta del «fenomeno» Domenico Bini: uscirà a breve il docufilm a cura di Giuseppe del Curatolo e del circolo del cinema Dino Risi

Non serve essere ragazzini per spopolare sul web. C'è spazio anche per i meno giovani, soprattutto se propongono idee innovative o, quanto meno, si elevano dalla media con proposte originali ed anche in grado di sorprendere ogni volta.

Domenico Bini, 58 anni, di Trani, è diventato effettivamente un fenomeno dei social, e lo ha fatto costruendosi una fama consolidata nel tempo, riuscendo anche a catturare l'attenzione, fra i tanti suoi fan, di personaggi importanti dello spettacolo, da Fabio Rovazzi a J-ax, dalla Gialappa's band a Dose e Presta, della trasmissione di Radio 2 Il ruggito del coniglio, che ogni tanto diffondono nel loro seguitissimo programma qualche sua canzone.

Tanto è bastato perché il regista tranese, Giuseppe Del Curatolo, dedicasse al suo illustre concittadino un docufilm dal titolo provvisorio: «Famoso sul web (e nel mondo). Dedicato à Domenico Bini, per tutti i suoi fan è non». Per la cronaca, la “a” e la “e” accentate nel titolo non sono un errore, ma un tributo goliardico all'artista ed ai suoi supporter.

La produzione del docufilm, di imminente uscita, è rigorosamente indipendente e a basso costo. L'opera è scritta e diretta da Giuseppe del Curatolo, e realizzata col sostegno del circolo del cinema Dino Risi.

Voce e chitarra elettrica, il cantautore Domenico Bini si mette di fronte al pc, accende la webcam e parte con l’esecuzione del brano, quasi sempre in chiave heavy metal e cantato a squarciagola, almeno due o tre volte al giorno, totalizzando in breve tempo un repertorio di migliaia di brani, in italiano o “in lingue”, di argomento sociale o dedicato ad un supereroe, ad un personaggio o, in buona quantità, ai suoi stessi fan.

«Imitato ed ispiratore per centinaia di ragazzi e giovani band heavy metal - spiega del Curatolo -, Domenico Bini oggi è diventato un vero e proprio personaggio “cult”, in maniera dissacratoria e smitizzante, o meglio mitizzante, avendo creato (non sappiamo quanto volontariamente o involontariamente) un mito del mito. È artefice di un fenomeno mai visto prima, che a sua volta ha generato grande curiosità anche da parte della stampa specializzata, rimanendo una persona semplicissima e di grande umanità, felice di questa sua improvvisa popolarità e generosa nei confronti di un inaspettato mondo di amici che lo chiama, gli manda regali, lo difende a spada tratta sui social e non perde occasione per dimostrare di volergli davvero bene. Questa storia andava raccontata. Certo - precisa il regista -, nel film che stiamo realizzando non manca il senso del divertimento, della parodia e anche della satira di un certo tipo di fiction e del mondo della musica rock, di cui Bini è un profondo conoscitore, ma soprattutto è tutto un sincero omaggio al Maestro».

Sorpreso e lusingato, Bini commenta così: «Sono molto contento di questo film che si sta realizzando per me. Sono felice anche e soprattutto per i miei fan, che ringrazio per essermi sempre a fianco. Attraverso questo lavoro sono sicuro mi conosceranno meglio».


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