A distanza di poco più di due anni dal precedente restauro, il campanile della cattedrale tornerà uniforme nel colore. Infatti, sono iniziati nei giorni scorsi i lavori, a cura dell'impresa Nicolì di Lequile, in provincia di Lecce, per la pulizia dal primo e secondo livello della torre campanaria, che non erano stati oggetto di intervento in occasione del precedente restauro conservativo. Quei lavori, invece, avevano riguardato i livelli superiori e la cuspide.
Oggi, grazie alla sopraggiunta disponibilità di nuovi fondi, l'opera potrà essere completata e, con l'occasione, si potrà anche procedere ad un'ulteriore pulizia del lato della cattedrale prospiciente piazza monsignor Reginaldo Addazi.
Al termine di questi lavori, che dovrebbero completarsi entro giugno 2020, saranno rimossi anche gli orsogril alla base del campanile, posizionati molti anni fa per questioni di sicurezza legate alla possibile caduta di calcinacci dalle parti che sarebbero dovute essere oggetto degli interventi conservativi.
All'interno della basilica, nel frattempo, sono stati sostituiti quasi tutti gli infissi e le vetrate, ma resta ancora da compiere un intervento sul transetto lato mare, il cui tetto dovrà essere successivamente oggetto di un più complesso restauro, anche questo ancora da finanziarsi.
Tornando al campanile, due anni fa, all'esito dello smontaggio delle impalcature, risultava evidente il contrasto cromatico fra i livelli superiori, regolarmente completati, e quelli sottostanti, finanziati solo oggi. Il motivo alla base dell'intervento parziale fu dovuto esclusivamente alla carenza di fondi disponibili.
«La Soprintendenza non ha potuto finanziare l'intera operazione - aveva spiegato don Nicola Maria Napolitano, responsabile dei beni culturali della diocesi - in occasione della conclusione del primo restauro del campanile - e, pertanto si è concordato di fare quanto era possibile portare a termine nell'immediato. Nel più breve tempo possibile, non appena vi sarà la nuova disponibilità di fondi, si completerà l'intervento».
E così infatti è stato, considerando che due anni, per questi procedimenti, sono da considerarsi un'attesa del tutto ragionevole.
