«Qualcuno ha suggerito a qualcun altro che, per segare le gambe alla Barresi, bisogna accanirsi contro suo marito». Così Sergio De Feudis, funzionario della Ragionerria comunale, commentando la sentenza con cui il giudice del lavoro ha respinto il suo ricorso, ex articolo 700, per tornare in servizio ponendo fine alla sospensione disposta dall'amministrazione comunale nei suoi confronti.
De Feudis prende atto del pronunciamento del giudice, ma annuncia che proseguirà la sua battaglia in tutte le sedi, ipotizzando anche il mobbing, e commenta così: «Desta meraviglia e preoccupazione il fatto che anche un giudice del lavoro non accetti il rientro in servizio di un lavoratore che vuole andare a lavorare. Il Comune si preoccupa di dire che è sotto organico, ma il personale che ha decide di tenerlo volutamente fuori dal servizio».
Lo stupore di De Feudis si amplifica leggendo, nelle memorie difensive del Comune, «che io dia un'ampia risonanza mediatica alla vicenda e la mia presenza al lavoro creerebbe turbamento alle persone ed all'utenza. Trovo molto strano che io possa turbare qualcuno - commenta De Feudis -, se penso che tante altre persone, imputate come me in quel processo, per fatti forse anche più gravi, oggi lavorino tranquillamente in Comune e non turbino alcuno».
Per la cronaca, il Comune è costituito parte civile contro De Feudis nel giudizio in corso su Sistema Trani, «ma ci sono nuove inchieste giudiziarie che riguardano altri dipendenti e lo stesso sindaco - fa osservare De Feudis -, ma anche in questo caso nessuno si pone il problema del turbamento».
De Feudis diventa un fiume in piena, poi, quando afferma che «il Comune, nel difendersi, afferma che tutto è collegato all'operato che svolge la consigliera Barresi, nonché mia moglie. La verità è che la consigliera Barresi è stata sempre un pungolo per questa amministrazione, vi è anche una sua querela nei confronti del sindaco e quindi è tutto un fatto politico: De Feudis non deve rientrare perché ha la moglie consigliera comunale e ha il potere di ingerire nella cosa pubblica con dimestichezza e pervicacia. Ma stiamo scherzando? Anna Barresi è un consigliere comunale e, per legge, ha poteri di indirizzo e controllo sulla sugli atti della pubblica amministrazione: è qui che si vede l'atto persecutorio chiaro nei miei confronti».
Quali le prospettive, allora? «Del mio ricorso è stata rigettata solo l'urgenza - chiarisce De Feudis -, ma io non mi fermo e attiverò tutti i canali della giustizia ordinaria e penale, compreso un procedimento per mobbing, perché questa è una chiara persecuzione nei confronti miei, tramite mia moglie».

