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Trani, strettoia di via Pozzo piano: il consiglio comunale ha approvato la variante urbanistica per l'allargamento

Per l'allargamento della strettoia di via Pozzo piano è finalmente nero su bianco. Infatti il consiglio comunale ha approvato l'ampliamento della sede stradale nel tratto di quella strada compreso fra via Tolomeo e via De Nicola, come variante al Piano urbanistico generale e relativa apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.

Si tratta di un progetto della lunghezza di 77 metri e larghezza complessiva di 9, con carreggiata centrale di 6 e due marciapiedi laterali di un metro e mezzo ciascuno. Ovviamente, la strada sarà percorribile a doppio senso di marcia, e non più a senso unico come da sempre stato durante questi lunghi 40 anni di attesa.

È stato il sindaco, Amedeo Bottaro, a relazionare sull'allargamento della strettoia di via Pozzo piano. «Prima di noi ci si era concentrati sul palazzo da edificare, e non sull'allargamento, di cui non c'era traccia. Per questo sentiamo di prenderci tutti i meriti di questa operazione. L'opera pubblica non sarà particolarmente complessa, ma si dovrà procedere ad un esproprio più ampio, perché si interverrà su una porzione di capannone più ampia del previsto».

Di Lernia. Nessuno mette in dubbio l'interesse pubblico dell'opera, ma qui stiamo approvando le controdeduzioni e non le osservazioni, circostanza che potrebbe aprire la strada a contenziosi. Per questo ci asterremo.

Merra. La procedura di esproprio non è mai partita e non c'è stato ancora alcun sopralluogo, men che meno con gli espropriati: il rischio è che facciano causa, la vincano e si blocchi tutto.

Loconte. Il rischio di un ricorso al Tar degli espropriati è fondato, soprattutto perché della procedura Vas in questo provvedimento non c'è traccia.

Barresi. Il provvedimento è troppo lacunoso e presta il fianco a ricorsi e sgradite sorprese. Per esempio, non è stata ancora fatta la perizia sul valore dell'esproprio. Tutti vogliamo l'allargamento, ma un esproprio così non va per nulla bene.

Ferrante. Questo è un provvedimento urbanistico e richiede una scelta politica. Se dovessimo preoccuparci sempre dei contenziosi, allora è inutile candidarci per fare politica e amministrare la città.

Lima. Il rischio di ricorsi è un dato di fatto, e poi le controdeduzioni dell'Autorità di bacino non mi soddisfano e vorrei capire se ci sia ancora un rischio idrogeologico.

Corrado. La questione è molto più semplice di quanto si creda: c'è un procedimento urbanistico avviato e va concluso per il bene della città. Sicuramente si sarebbe potuto risolvere anni prima, ma così non è stato e lo facciamo oggi.

Bottaro. Mi sembra proprio che una parte di questo consiglio sia arrabbiata per il fatto che stiamo approvando questo provvedimento. Chiarisco che questa non è la procedura espropriativa: è una variante urbanistica e l'esproprio sarà fatto dopo. La Vas? La verità è che stiamo allargando una strada già esistente, allineandoci alla sede stradale già esistente. Tanto è vero che l'Autorità di bacino ha espresso parere favorevole perché l'opera stessa è una mitigazione naturale del rischio idrogeologico.

Gianferrini (dirigente). In questo caso specifico, trattandosi di una strada già esistente, non serve alcuna Valutazione ambientale strategica, perché stiamo solo aumentando la sezione stradale e questo fa diminuire la velocità dell'acqua. Inoltre la fogna bianca c'è, stiamo facendo la verifica dell'intera rete fognaria.

Il provvedimento è stato approvato con 25 voti favorevoli e 1 astenuto (Di Lernia).


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