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Ventotto mutui rinegoziati con Cassa depositi e prestiti: Trani risparmierà un milione in dieci anni

Il Comune di Trani, per il prossimi undici anni, risparmierà quasi 1 milione e 200mila euro grazie alla rinegoziazione dei mutui accesi con Cassa depositi e prestiti. Lo si evince dalla determinazione firmata dal dirigente dell'Area finanziaria, Michelangelo Nigro, su indirizzo dell'amministrazione comunale.

Il provvedimento dispone di procedere alla stipula di un nuovo contratto con la Società per azioni del Ministero dell'economia e finanze, ridefinendo al ribasso il tasso medio percentuale applicato, che passa dal 4,506 allo 0,628 per cento producendo, per il solo 2019, un risparmio di oltre 56.000 euro.

La somma del 2019, però, fa riferimento soltanto al secondo semestre e così quei 56.000 euro, a partire dal 2020, vanno moltiplicati per due determinando un risparmio annuale di 112.000 euro che, moltiplicati per i restanti 10 anni, e sommandovi i 56.000 euro del 2019, diventano 1.176.000 euro.

L'operazione riguarda 28 mutui, tutti con data di fine ammortamento fissata 31 dicembre 2029, e quindi una durata residua di 11 anni, con debiti residui che variano da un minimo di 25.000 ad un massimo di 615.000 euro

Complessivamente, il Comune di Trani devi ancora restituire a Cassa depositi e prestiti oltre 5 milioni di euro, ma adesso potrà farlo con rate più leggere, tutte semestrali, e senza un prolungamento degli anni del piano di ammortamento .

Il risultato è che il risparmio complessivo, alla scadenza prevista del 31 dicembre 2009, sarà stato di oltre 600mila euro, e quindi pari al mutuo più alto dei 28 tuttora da estinguere, e di cui il Comune di Trani sta pagando le rate al suo finanziatore.

L'obiettivo del contratto di rinegoziazione dei 28 prestiti «è consentire un notevole abbattimento del tasso di interesse applicato - si legge nella determinazione dirigenziale - e, quindi, dei relativi interessi passivi delle posizioni dei prestiti oggetto di rinegoziazione, quantificato intorno all’86 per cento rispetto al valore degli interessi attualmente corrisposti, così come emerge dall’elenco dei mutui da rinegoziare».

Le clausole essenziali del contratto di negoziazione prevedono i seguenti requisiti e conseguenti vantaggi: riduzione del valore finanziario degli oneri di rimborso a carico dell'ente locale; invarianza temporale del piano di ammortamento dei prestiti, senza differimento delle rate; interessi calcolati sulla base di un tasso fisso e a rate costanti; un debito residuo superiore a 10.000 euro; una scadenza dell’ammortamento successiva al 31 dicenbre 2022.

L’ammortamento dei prestiti rinegoziati avviene mediante rate semestrali, comprensive di capitale ed interessi, a partire dal 30 giugno 2019, secondo le modalità previste dal nuovo contratto di rinegoziazione.

Cassa depositi e prestiti si obbliga a corrispondere all’Ente, entro il 30 novembre 2019 e al netto delle eventuali morosità in essere, una somma pari alla differenza tra la somma pagata e l’importo dovuto dall’Ente, in corrispondenza del 30 giugno 2019, in conformità al relativo, nuovo piano di ammortamento.

Nel frattempo, si provvederà all’adeguamento degli stanziamenti di spesa dei prossimi bilanci di previsione, non appena Cdp avrà reso noti i nuovi piani di ammortamento dei prestiti rinegoziati.

Dunque, la scorciatoia del mutuo per realizzare soprattutto opere pubbliche, che nel breve termine raccoglie gran consenso da parte della collettività a fronte di servizi ottenuti, a lunga scadenza diventa una vera e propria zavorra che gli enti, soprattutto se da tempo al centro di criticità finanziarie come lo stesso Comune di Trani, fanno fatica a reggere.

Questa operazione consentirà dunque, nel giro di un decennio, di mettersi alle spalle un'epoca particolarmente complicata in cui, mai come in questo caso, due facce della stessa medaglia sono state di colore e valore diametralmente opposto.


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