La Corte di Assise di Trani ha condannato alla pena dell'ergastolo il pregiudicato tranese 42enne Antonio Rizzi, ritenuto colpevole dell'omicidio premeditato, aggravato dal metodo mafioso, del 39enne Francesco Di Leo, gestore di una pescheria a San Ferdinando di Puglia, ucciso a colpi di arma da fuoco a Barletta il 3 luglio 2016.
Stando alle indagini dei Carabinieri, coordinate dal pm della Dda di Bari Giuseppe Maralfa, il sicario colpì Di Leo, uccidendolo, sbagliando bersaglio. Infatti, il suo vero obiettivo sarebbe stato un altro pregiudicato, anche lui nel commercio dei prodotto ittici, con il quale si sarebbe conteso il controllo del mercato del pesce nella zona.
Rizzi è anche imputato, insieme con altro soggetto, sempre a Trani, nel processo Pony express, in cui è accusato di detenzione e spaccio continuato, in concorso, di sostanze stupefacenti.
Inoltre, il 30 dicembre 2017, fu oggetto di un tentato omicidio nella pescheria di Trani in cui lavorava, per effetto del quale il responsabile è stato condannato in primo grado a 6 anni. Le circostanze sembrerebbero non collegate al tragico fatto di sangue di Barletta, ma i carabinieri della Compagnia di Trani non hanno mai del tutto escluso coinvolgimenti di terzi in un episodio che, solo apparentemente, sembrerebbe riconducibile ad una lite del giorno prima, sfociata nel ricorso alle armi il girono dopo.
