Il salto di qualità è stato compiuto grazie all'arrivo, dallo scorso agosto, di venti parcometri a noleggio che stanno determinando un'impennata degli incassi nel servizio della sosta a pagamento.
Ciononostante il servizio stesso mostra ancora delle criticità, soprattutto con riferimento alla scomparsa pressoché totale, in molte strade, delle strisce blu che delimitano la sosta gestita da Amet Spa.
Gli stalli sono ormai pressoché irriconoscibili e, per quanto la segnaletica verticale prevalga su quella orizzontale, con cartelli che indicano a breve distanza la presenza di un parcheggio a pagamento, appare più che motivata la protesta di molti automobilisti che parcheggiano e vanno via senza pagare non perché vogliono fare i portoghesi, quanto piuttosto perché non si accorgono di essere in una zona in cui si esercita il parcheggio a pagamento.
Nei mesi scorsi Amet ha fatto svolgere il ripasso delle strisce blu proprio nella zona in cui ha sede l'azienda, in piazza Plebiscito, dopo che si era proceduto alla totale bitumazione dell'area e le precedenti strisce blu erano state coperte dal nuovo strato di conglomerato bituminoso.
Nella maggior parte delle altre strade, però, nessun tipo di lavoro è stato effettuato dall'ultima pitturazione, effettuata a maggio 2016.
Di conseguenza, le strisce blu si sono quasi del tutto cancellate ed un automobilista, che è stato oggetto di avviso di sanzione da parte degli ausiliari del traffico di Amet, ha documentato al cronista, attraverso un piccolo reportage fotografico, che delle strisce blu tracciate tre anni e mezzo fa sono rimaste solo alcune macchioline, o delle tenui sfumature di azzurro, che nulla hanno a che vedere con una evidente indicazione di area servita da parcheggio a pagamento.
Non è dato conoscere se, e quando, Amet abbia in animo di bandire una procedura ad evidenza pubblica per il completo ripasso delle strisce blu nel territorio comunale, ma questa dovrebbe essere una circostanza a maggior ragione prevista in un momento storico in cui il servizio sta vivendo una fase effettivamente molto favorevole.
Infatti, come dicevamo, l'avvento dei parcometri ha fatto registrare un'impennata degli incassi, esponenziale rispetto a quando il servizio si svolgeva esclusivamente attraverso gli ormai obsoleti grattini, peraltro sempre disponibili insieme con il pagamento della sosta tramite applicazione su smartphone.
Probabilmente, alla base dello «stallo degli stalli», c'è il fatto che il servizio scadrà a giugno 2020 ed Amet attende ancora di conoscere se potrà continuare ad esercitarlo «in house», oppure il Comune, proprietario del servizio da affidare In concessione, dovrà emanare una gara d'appalto aperta anche ad operatori di altre città.
Di certo, nel frattempo, chi risente di tutto questo sono gli automobilisti, evidentemente disorientati, e gli ausiliari del traffico, che rappresentano pur sempre il «front office» dell'azienda per strada e finiscono per subire ogni genere di protesta ed invettiva da parte di automobilisti infuriati per gli avvisi di pagamento che si ritrovano sui parabrezza delle loro vetture solo a causa di strisce invisibili e non già di voglia di eludere il pagamento del servizio.




