Come tradizione, il professor Filippo Ungaro ci onora di un suo componimento particolare per il Santo Natale 2019. Lo riportiamo di seguito, e nella raffigurazione cartacea in allegato, ringraziandolo ancora una volta per la squisita sensibilità.
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Il “mio” Natale
A quel candido marmo ove riposi,
cullata dai “tuoi” Serafini festosi,
sono vicino tra profumi di pace,
mentre ogni rumore intorno tace.
“Come stai?”, flebile a te chiedo,
quando ombra diafana intravedo,
rimembrando bufera di tua vita,
che in duolo profondo pare finita.
“Non dormo, né qui io più vivo”,
mi bisbiglia uno spirito giulivo,
“sono nel vento che tenue orezza
e mite le tue guance accarezza”.
“Quando a mane il sole risorge
e luce dorata alle pupille porge,
ti guardo”, dice, “con tenerezza,
sorgente viva di eterna dolcezza”.
“Sono immersa nel divino incanto,
brillo delle stelle nel serale manto,
nella mia novella Casa non esiste
la morte, che ognun qui fa triste”.
S’invola felice con bacio furtivo,
suona la campana in ogni clivo,
di Angeli il canto ver l’etere sale:
“Romy cara, fa’ buon Natale!”.
♥♥
D.XXV m.Dec.A.D.MMXIX - Filippo Ungaro
