«Ad un certo punto abbiamo avuto visioni diverse ed era doveroso, da parte mia, lasciare in quanto dipendente della società». Così Simone Pietroforte, ex direttore sportivo del Trani, dimessosi per incomprensioni con la proprietà della Vigor.
Quasi un fulmine a ciel sereno la sua uscita di scena sebbene, dopo il doppio addio di Fumai e Partipilo, pochi giorni dopo il loro tesseramento, si era accesa una spia di allarme con riferimento alla gestione di squadra e società.
Il recente tesseramento dell'attaccante Amodio sembrava avere riportato tranquillità in seno all'ambiente biancoazzurro, ma ecco l'improvviso commiato di Pietroforte.
Non è da escludere che il direttore sportivo avesse voluto rinforzare la squadra con altri giocatori, che la società non ha potuto però assicurargli.
Il suo obiettivo era puntellare la rosa, peraltro non particolarmente ampia, in tutti i reparti ma evidentemente ciò non è avvenuto e potrebbe avere inciso sul rapporto con la proprietà.
L'interessato, intervistato da Radiobombo, ha dribblato quasi costantemente le domande relative alla effettiva ragione del suo addio, ma ci ha tenuto a precisare che «non vi è nulla di personale con alcuno. Ho scelto di lasciare per divergenze che non mi impediranno di tornare a Trani da spettatore, anche perché - aggiunge - mi sono molto legato a questa città nei mesi in cui ci ho lavorato».
Pietroforte ha ringraziato, in particolare, la squadra, la tifoseria e, soprattutto, quei sostenitori del Trani che, pur continuando a criticare duramente la società, hanno avuto per lui parole di apprezzamento per la professionalità mostrata.
L'intervista andrà in onda questa domenica, 29 dicembre, alle 9.30, nel corso di Appuntamento con Trani.
