Nel progetto per l'installazione di quattro torri faro allo stadio comunale, la civica amministrazione ha inserito in dirittura d'arrivo, all'interno della candidatura presentata in Regione, anche interventi vari finalizzati al coinvolgimento della cittadinanza per lo sport.
Si tratta in particolare delle seguenti attrezzature: ginnastica e attrezzistica, per un importo di 2753 euro; rugby, per 6325 euro; salto in lungo, 4100 euro.
Il progetto complessivo, dunque, assume un importo di 413.000 euro, di cui 400.000 per l'impianto di illuminazione dello stadio ed i restanti 13.000 per i progetti integrativi presentati all'attenzione del governo pugliese.
Il massimo finanziamento regionale ottenibile è 100.000, ma adesso, in considerazione dell'inserimento di questi ulteriori servizi sportivi, da Bari potrebbe arrivare il riconoscimento di un punteggio maggiore e, di conseguenza, il finanziamento sarebbe decisamente più semplice da ottenere.
La necessità di integrare il progetto per i fari allo stadio, con le nuove attrezzature sportive, è emerso a seguito di incontri, tenuti l'8 ottobre e l'8 novembre, tra associazioni sportive, rappresentanti del quartiere Stadio e parrocchia San Magno, per condividere con il territorio il progetto da candidare a finanziamento ed apprezzarne le ricadute sociali e sportive per la comunità.
A tutti i tavoli, quale delegato del sindaco, che è anche assessore allo sport, ha partecipato il consigliere comunale di maggioranza Leo Amoruso.
Vi è, infine, un protocollo d'intesa sottoscritto lo scorso 14 novembre, con la comunità Oasi2 San Francesco Onlus, per favorire la massima integrazione sociale ed il recupero e integrazione di gruppi a rischio di marginalità.
Oasi 2 già gestisce, per conto del Comune di Trani, lo sportello "Kipepeio" per l'integrazione socio sanitaria e culturale dei cittadini stranieri, nonché un progetto denominato «Siproimi», in capo al Comune di Trani, capofila dell'Ambito territoriale Trani-Bisceglie, che accoglie singoli rifugiati e nuclei familiari titolari di protezione internazionale.
Oasi 2 offre servizi che si rivolgono a soggetti in varie situazioni di bisogno: persone con problemi di dipendenza patologica da sostanze, alcol e da gioco d’azzardo; migranti, rifugiati e richiedenti protezione internazionale; persone vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e/o lavorativo; persone affette da disturbi cognitivi e loro famiglie; minori vittime di abuso e/o affette da depressione infantile.
Va da sé, dunque, come Oasi 2 possa facilmente impegnarsi «a favorire la partecipazione delle persone che ha in carico alle attività promosse all'interno della suddetta proposta progettuale dal Comune di Trani - si legge nell'accordo siglato -, nonché alle iniziative che mirano all’integrazione sociale tramite lo sport di tutte quelle persone che vivono fenomeni di marginalità sociale, in quanto appartenenti alle fasce sociali più deboli».
