Dal tema della memoria personale (la terza età e l’Alzheimer) a quella storica delle grandi ferite del secolo scorso (le Fosse Ardeatine), dalla scrittura di Ruggero Cappuccio che porta le parole mai ascoltate del magistrato Paolo Borsellino (vittima della mafia nel 1992) fino ad una delle forme di disabilità (la cecità) più che mai dalle ricadute sociali in un mondo attuale dominato dalle immagini.
Sono questi i temi della stagione teatrale organizzata da Città di Trani e Teatro pubblico pugliese presso il cinema teatro Impero. Ed il primo spettacolo in cartellone (“Il problema”) è in programma oggi, venerdì 10 gennaio (porta ore 20.30, sipario ore 21).
Nunzia Antonino, Michele Cipriani, Franco Ferrante e Paola Fresa, con la collaborazione alla creazione collettiva di Christian Di Domenico, con il sostegno di Upipa (Unione provinciale istituzioni per l’assistenza di Trento), portano in scena, con Fondazione sipario Toscana, uno spettacolo sull’Alzheimer.
In un interno domestico, padre, madre e figlia si trovano a dovere affrontare un problema: la malattia incurabile che colpisce il padre. Il testo è costruito come una sequenza ininterrotta di accadimenti, in cui la narrazione è affidata all’esclusiva rappresentazione dei fatti.
Nel precipizio della memoria, che è la sindrome di Alzheimer, la scrittura non risparmia ai suoi personaggi continui inciampi tragicomici.
I biglietti sono tuttora in vendita on line e nei punti vendita Vivaticket di Trani (Paper Angel's cafe e Tabaccheria D'Azzeo) oltre che al botteghino dell'Impero di Trani. Questi i costi dei biglietti: primo settore, 15 euro; secondo, 13 euro; terzo, 11 euro. Gli studenti beneficiari Adisu (risultati idonei) possono accedere agli spettacoli al prezzo ridottissimo di 5 euro comprando il biglietto on line su www.vivaticket.it.
Il primo spettacolo della stagione teatrale è stato preceduto, ieri sera, da un incontro, organizzato dall’Assessorato alle culture, presso la biblioteca comunale. L’assessore, Felice Di Lernia, ha discusso con le attrici e gli attori dello spettacolo, inquadrando il problema dal punto di vista antropologo e sociale.
