Nel solco della naturale vocazione della città di Trani, culla di religioni diverse, continuerà il culto ortodosso nella chiesa di San Martino. È quanto deliberato dalla giunta comunale che ha affidato la concessione in uso a titolo gratuito della chiesa sita nell’omonima via all’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e alla parrocchia ortodossa romena San Clemente Romano di Trani.
La concessione, della durata di quattro anni, porterà alla valorizzazione del luogo di culto e costituirà una risorsa e non un costo per il comune in quanto nessun onere graverà sul bilancio comunale come i lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e le utenze.
Continuerà così l’interreligiosità della città di Trani, che vede vivere insieme, nel centro storico, quattro grandi religioni: il cattolicesimo con la sua Cattedrale, l’ebraismo con la presenza della Sinagoga, l’islamismo con la Moschea e gli ortodossi con la Chiesa di San Martino.
Come si legge nella delibera di giunta, grazie al Decreto del Presidente della Repubblica del 13 settembre 2005 gli immobili demaniali di proprietà dello Stato possono essere concessi in uso a titolo gratuito ad Enti Ecclesiastici. Infatti, fino ad oggi l’immobile comunale è stato valorizzato dalla Diocesi ortodossa romena che ne ha garantito la manutenzione ordinaria e lo ha reso fruibile alla cittadinanza, sia mediante la destinazione all’intrinseco uso originario di chiesa, sia mediante la disponibilità all’apertura in occasione di visite guidate.
Ricordiamo che la chiesa di San Martino, sottoposta a vincolo di tutela dalla Soprintendenza per i beni architettonici, artistici e storici della Puglia dal 1984, sorge all’interno dell’originario nucleo abitativo della città e consta di tre navate triabsidate, ripartite da pilastri e colonne con capitelli di origine preromanica che portano a datare l’edificio tra la prima metà dell’VIII e l’XI secolo. All’interno della struttura sono presenti sarcofagi e lastre tombali decorate con iscrizioni e bassorilievi, numerose sepolture e materiale lapideo databile VIII sec. Come si evince, dunque, la chiesa di san Martino è un patrimonio della città e continuerà ad essere un luogo di culto ortodosso.


