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Impianto di biometano a Trani, Laurora: «L'avrebbe dovuto realizzare Amiu, ma hanno tradito il consiglio comunale e la città»

Un impianto di biometano autorizzato nel silenzio totale ad una ditta di Monza. La cosa grave è che a realizzarlo sarebbe dovuta essere l’Amiu, società dei tranesi.
 
Con il provvedimento di Consiglio Comunale n. 27 del 4/5/2016 venne approvata la ricapitalizzazione di Amiu con una ipotizzata scissione del settore Servizi rispetto al ramo Impianti.
 
Per consentire al ramo Impianti di avere una propria redditività, e quindi consentire il mantenimento del livello occupazionale dei lavoratori, quel provvedimento prevedeva il conferimento della Ricicleria, di proprietà comunale, ad Amiu, in coerenza peraltro con il Piano Industriale della nostra partecipata 2015-2020 che prevedeva la riattivazione di tale impianto e la realizzazione di un impianto di compostaggio per produrre biometano.
 
Evidenzio che la frazione organica dei rifiuti sono i residui di cibo, il fogliame, residui di potatura, e con la lavorazione dell'impianto si produce il compost, utilizzato come concime in agricoltura e attività vivaistiche. 
 
In sostanza tale impianto si rende coerente ed opportuno a valle di una ottimale raccolta differenziata. E questa era la programmazione aziendale disposta dal consiglio comunale, che rappresenta i cittadini tranesi.

Oggi cosa ci troviamo, a distanza di ben quattro anni da quel provvedimento? Ci ritroviamo un sindaco pro tempore che, riunito con altri pochi pro tempore, decide di realizzare un Impianto di trattamento del percolato «il quale ha affermato pubblicamente lo stesso primo cittadino - sarà a servizio anche di altre città». Salvo poi, per coprire le malefatte, rilasciare dichiarazioni da campagna elettorale che smentiscono se stesso.
 
Siamo dunque autorizzati a pensare che i cittadini continuino ad essere presi in giro. Non si costruisce niente di solido sulle bugie e sulle omissioni.

Ma la cosa più scandalosa è che, a fronte della inerzia del sindaco e dell'Amiu, gestita da anni da amministratori unici di provenienza barese (è bene ricordarlo), una società privata con sede legale a Monza ha presentato un progetto per la realizzazione di un impianto di compostaggio autorizzato dalla Provincia Bat.
 
Quindi un impianto che sarebbe dovuto essere già realizzato da anni da Amiu, nostra azuienda publbica partecipata, non viene realizzato, né progettato da una società a controllo pubblico, in contrasto con la volontà della città espressa attraverso il consiglio comunale.
 
Al contrario verrà realizzato dalla società privata 4R, che nonostante sia di Monza, guarda caso conosce benissimo la nostra amata Trani, il nostro mare  il nostro territorio, il nostro clima e le nostre bellezze architettoniche, tanto da decidere di stabilirsi qui per fare il suo business.

Il tema dominante di questa amministrazione sembra la generale soccombenza (intesa come cedimento completo a una superiorità soverchiante) rispetto alla iniziativa privata.

A cosa serve dunque il Consiglio Comunale con le sue deliberazioni? A cosa serve eleggere dei rappresentanti che tutelino la volontà popolare? A cosa serve redigere ed approvare il Piano industriale aziendale, se poi il sindaco se ne frega e se ne va per conto suo?

Questo modo di fare, queste "coincidenze" dovrebbero offendere tutta la classe politica, anche coloro che sono più passivi, perché offende la cittadinanza tutta e la allontana dalla cosa pubblica.
 
Ormai questa classe dirigente non rappresenta più la nostra comunità, perché la delude e la prende in giro. Trani è nostra, riprendiamocela. Riappropriamoci del nostro futuro.
 
Tommaso Laurora (candidato sindaco Trani governa)

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