Il presidente della Sezione penale del Tribunale di Trani, Giulia Pavese, ha letto stamani il dispositivo della sentenza riguardante l'inchiesta sul fotovoltaico che aveva riguardato, a vario titolo, funzionari comunali, imprenditori e proprietari fondiari.
Il provvedimento dispone numerose dichiarazioni di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, ma anche condanne per alcuni capi di imputazione.
In particolare Marco Di Martino, Vincenzo Di Gennaro e Mario Taddei per il reato di associazione per delinquere, ed ancora Di Martino, Di Gennaro, Taddei, Antonio Nunziata e Giuseppe Affatato per truffa continuata aggravata in concorso per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Di Martino, Di Gennaro e Taddei sono stati condannati a 2 anni e 10 mesi, Nunziata ed Affatato a 2 anni e 6 mesi. Tutti dovranno assolvere al pagamento delle spese processuali.
Il giudice ha disposto il dissequestro e la restituzione al Gestore dei servizi energetici delle somme in denaro ancora in sequestro, costituenti profitto del reato di truffa aggravata in concorso.
Inoltre ha ordinato la confisca dei terreni abusivamente lottizzati siti in agro di Trani, in contrada Santa Perpetua, nei pressi del casello autostradale.
Affatato, Di Gennaro, Di Martino, Nunziata e Taddei dovranno anche risarcire I danni cagionati alle parti civili costituite in giudizio, vale a dire 20.000 euro in favore del Comune di Trani e 50.000 in favore del Gse.
Inoltre dovranno rifondere le spese processuali per la costituzione delle parti civili, rispettivamente 6,156 euro per il Gse e 11.080 euro per il Comune di Trani.
La società Radiazione Srl Unipersonale, dichiarata anch'essa penalmente responsabile, ha subito la misura interdittiva del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni un pubblico servizio, e non potrà richiedere agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi, con revoca di quelli eventualmente già concessi, per la durata di 2 anni.
I non luogo a procedere per intervenuta prescrizione hanno riguardato, per alcuni capi di imputazione, Savino De Toma, Felice Nicola Covelli, Mario Claudio Forese, Tommaso Cormio, Luigi D'Ambrosio, Emanuele Sassi, Raffaele Landini, Raffaele Labarile, Marco Di Martino, Vincenzo Di Gennaro, Mario Taddei, Paola Friggione, Giuseppe Affatato, a vario titolo per le ipotesi di corruzione, abuso d'ufficio, abusi edilizi, falsità ideologica continuata in concorso, truffa continuata aggravato in concorso.
I reati contestati si sarebbero commessi per fare conseguire erogazioni pubbliche a distinte società titolari di altrettanti impianti fotovoltaici, di potenza nominale inferiore ad un megawatt, localizzati su particelle contigue.
Un frazionamento considerato illegittimo, perché utile a beneficiare degli incentivi statali previsti dal cosiddetto “conto energia” e, contemporaneamente, eludere l'autorizzazione unica regionale, obbligatoria per le produzioni superiore ad un megawatt, ottenendo, di conseguenza, un più agevole nullaosta dell'ente locale.
Il presidente Pavese ha indicato in 90 giorni il termine per il deposito della motivazione della sentenza, sulla base della quale i legali degli imputati valuteranno l'eventuale ricorso in appello.

