In questi giorni molti tranesi trapiantati al nord ci stanno contattando per esprimere il loro punto di vista in questa situazione di emergenza sanitaria. Dopo avervi parlato dell'esperienza di Ninni Simone e Filippo Zaza, entrambi a Milano, un altro tranese, Davide Pastore ci descrive la situazione che sta vivendo in un'altra regione italiana.
«Vivo da più di 3 anni nel Sud Tirolo e lavoro in un'azienda alimentare. Qui c'è ancora la convivenza tra italiani e austriaci, ma sono tante le bandiere tricolore che vengono sventolate in questo periodo. Ogni giorno alle 18 organizzo un flash mob: canto l'inno di Mameli per mostrare la mia vicinanza al Paese in questo momento di difficoltà.
Dalla mia esperienza - spiega Davide - noto che qui si rispetta maggiormente l'ordinanza di rimanere a casa rispetto a Trani: si esce soltanto per fare la spesa e per recarsi sul posto di lavoro. Nella mia città d'origine, invece, ho visto gente che è andata addirittura al mare e questo mi ha infastidito perchè non molti non capiscono la gravità della situazione».
Sulla possibilità di rientrare al sud, il giovane tranese spiega: «Avrei potuto farlo, ma non l'ho fatto. Ho deciso di non tornare a Trani per proteggere i miei cari, la mia famiglia».
