«Il mio sogno per ora finisce ancor prima di iniziare, ma ho pur sempre lasciato una valigia da recuperare». Può essere sintetizzata così l’avventura di una giovane tranese, Tiziana Spatola, che era partita per una delle sette isole delle Canarie per seguire i suoi sogni e si ritrova ora a Trani, in quarantena, senza sapere se mai ritornerà in Spagna.
Tiziana è stata una delle poche che è riuscita a prendere un volo per tornare in Italia, messo a disposizione dalla Farnesina. Ma, come lei stessa ci spiega, ci sono tantissimi altri italiani bloccati alle Canarie: «Sicuramente mi reputo fortunata perché, nonostante un viaggio di ritorno che sembrava infinito, sono riuscita a rientrare. Penso, però, ai tanti ragazzi e alle famiglie italiane che non possono tornare. Basti considerare che ho dovuto pagare 344 euro il solo biglietto aereo da Fuerteventura a Roma. Una cifra eccessiva che in molti non possono permettersi. A questo, ovviamente, bisogna aggiungere le spese di tutti gli altri spostamenti. Chi è rimasto alle Canarie sta temporeggiando e sta sperando che la Farnesina metta a disposizione voli a costi più economici. Entro il 24 marzo in Spagna tutti gli hotel chiuderanno: quindi, la preoccupazione è rivolta a tutti coloro che lavorano nel settore turistico e che non sanno come agire».
La tranese spiega che, dopo i numerosi curriculum inviati in Puglia, non avendo ottenuto nessuna risposta, decide di accettare la proposta di un hotel a 5 stelle a puerto del Carmen, a Lanzarote. Così il 6 marzo, prima del dpcm, prende il volo Bari-Bergamo e il 7 marzo arriva a Lanzarote. Una volta arrivata, l’hotel garantisce alla giovane che avrebbe iniziato a lavorare dal 1 aprile.
Ma, dal giorno del suo arrivo a Playa Honda, la situazione precipita: il 10 marzo la Spagna chiude i voli da e per l'Italia, il 14 marzo il Paese diventa “zona rossa” e gli uffici che rilasciano il Nie (numero identificativo stranieri) chiudono. «Insomma - dice Tiziana - mi sono ritrovata senza lavoro e a dover pagare un affitto per vivere in una stanza. Per questo ho deciso di tornare in qualche modo in Italia».
Così il 16 marzo inizia il suo viaggio di ritorno, simile ad un’odissea. «Arrivo al porto di Playa Blanca in macchina con altri ragazzi. Prendo il traghetto per Fuerteventura, poi un taxi che mi porta in aeroporto. Devo dire la verità: come successo a Bergamo, anche qui non c’è stato il rispetto della distanza di sicurezza e gli addetti aeroportuali non avevano alcun sistema di protezione. Una volta giunta a Roma, prendo il Freccia per Barletta, fortunatamente vuoto. Da martedì sono a Trani, in una casa “in prestito”, dove rispetterò la quarentena almeno fino al 31 marzo».
Tiziana spera di ritornare, un giorno, a Lanzarote: «Ho un sogno da seguire - dice sorridendo - e una valigia da recuperare».

