Oggi, lunedì 13 aprile 2020 l’Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo ha visitato i detenuti del carcere maschile di Trani. Ad accompagnarlo il Direttore, il Comandante delle Polizia penitenziaria ed il Cappellano della struttura Don Raffaele Sarno.
Quest'ultimo ha ricordato come sia abitudine del vescovo far visita ai detenuti a Natale, Pasqua e in altre circostanze e ha sottolineato le difficoltà che si stanno vivendo in carcere: «I detenuti soffrono principalmente la mancanza di contatto visivo con i familiari. Ieri mattina quasi tutti avvertivano lo stesso problema. Sono state prolungate le telefonate o le videochiamate, però il contatto virtuale è differente da uno fisico».
Don Raffaele Sarno ha ricordato le intemperanze delle scorse settimane, che sono subito rientrate: «Gli agenti hanno agito con estrema professionalità. Ad oggi il clima è tranquillo, c'è nostalgia per l'assenza dei familiari. Questo rammarico supera anche la paura del virus».
Per il vescovo mons. Leonardo D'Ascenzo il Coronavirus non poteva fermare la consuetudine di portare gli auguri di una Santa Pasqua in carcere: «Fino all'anno scorso abbiamo condiviso l'Eucarestia e quest'anno non si è voluto rinunicre a questo incontro: semplice ma importante scambio di auguri. La resurrezione di Gesù è anche un passaggio dalle difficoltà e dalle tenebre alla vita nuova con la presenza del Risorto. La mia visita - continua il vescovo - può essere un piccolo segno di vicinanza ai detenuti e comprendo la difficoltà di distanza e separazione dai familiari. Se la distanza sociale è una difficoltà per tutti qui il problema è amplificato. La buona notizia della Resurrezione di Gesù deve essere un messaggio di speranza e sostegno. Gesù ci accompagna in questo tunnel di tenebre: sono sicuro che ci porterà fuori».







