«Di solito vado sempre a braccio, ma questa volta leggo». È iniziato così il saluto finale del sindaco di Trani Amedeo Bottaro al consigliere comunale Mimmo De Laurentis. Forse mai come in questo momento intorno alla figura del primo cittadino si è stretta l’intera comunità tranese che non ha potuto prendere parte al rito funebre.
«Il drammatico momento che stiamo vivendo – ha detto Bottaro - rende ancora più amaro questo momento. Mimmo ha servito per 30 anni facendo politica con passione, mai incline al compromesso e sempre disponibile al prossimo. È stato un modello anche per me, soprattutto quando il peso della sua malattia ha cominciato a farsi sentire, perché la superava facendo critiche costruttive e proposte per il bene comune. Quel pianto a dirotto del consiglio comunale del 1mo aprile è lo specchio del suo carattere e quell'immagine la porterò sempre nel cuore. Esprimo le condoglianze alla famiglia a nome di tutti i cittadini di Trani, che oggi sarebbero stati tutti qui».
«Tutti hanno riconosciuto lo spirito di servizio della politica - ha detto ai nostri microfoni Bottaro -. Mimmo lo incarnava perfettamente, a prescindere dalle ideologie e dai caratteri. Ha sacrificato la sua vita per gli altri fino all’ultimo giorno, ha cercato di esserci sul suo banco in consiglio comunale, a tutte le riunioni. Sempre presente anche negli ultimi tempi. Sicuramente è un esempio per tutti. Lui anteponeva gli altri a se stesso. Diceva sempre quello che pensava – ha continuato il primo cittadino -, ha sempre cercato di far prevalere le sue idee anche quando non erano accettate dagli altri: questa è la politica. Ha scelto di morire nel giorno in cui è scomparso Aldo Moro, il grande statista a cui lui si ispirava, e Peppino Impastato, morto per i suoi ideali. Mimmo era un grande combattente. Sia Mimmo sia Nicola Lapi meritano di essere ricordati dalla città e non potranno essere dimenticati».
Presente anche il presidente del consiglio comunale Fabrizio Ferrante: «Sono arrivate tante le attestazioni di stima per Mimmo De Laurentis, come sono tante le battaglie che ha condotto. Senza le prescrizioni ci sarebbero state tante persone a salutarlo. Spesso ci siamo scontrati politicamente, ma poi le questioni finivano lì: ci si confrontava e si remava dalla stessa parte per i cittadini. Quel tipo di confronto era basato sulla competenza e questo mancherà alla politica cittadina. A Mimmo avrebbe fatto piacere la definizione di “consigliere scomodo” perché sarebbe stato il riconoscimento della sua attività capillare dal punto di vista amministrativo».
