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Via Istria, il Comune di Trani rilascia il permesso di costruire: dopo 52 anni via libera al palazzo accanto alla Baldassarre

Alla fine il cerchio si è chiuso ed il permesso di costruire è arrivato. Sono passati esattamente 52 anni da quel 1968 in cui si mise in moto il procedimento amministrativo.

Nel frattempo, il giovane costruttore di allora è diventato bisnonno e saranno altri suoi familiari a realizzare il progetto che inizialmente era suo.

Ma alla fine, per la famiglia Innino, il sogno di vedere sorgere il palazzo nel cuore di via Istria, all'intersezione con via Vittorio Veneto e la rotatoria che conduce a via delle Forze armate diventa realtà.

Infatti il commissario ad acta, Vincenzo Guerra, lo scorso 16 aprile 2020 ha formalmente rilasciato il permesso di costruire convenzionato per la realizzazione del progetto edificatorio.

Il provvedimento dà esecuzione alla sentenza del Tar Puglia, del 1mo luglio 2016, che accoglieva il ricorso proposto da Nicola Innino (in proprio e quale legale rappresentante dell’omonima ditta individuale) contro il Comune di Trani.

Con ulteriore sentenza del 20 luglio 2017 veniva nominato commissario ad acta il dirigente del Settore urbanistica della Provincia di Barletta Andria Trani, Vincenzo Guerra, che il 22 novembre 2019 approvava definitivamente la variante puntuale al Piano urbanistico generale relativamente a quel suolo ubicato invia Istria, ponendo così fine al lungo contenzioso.

L'area si estende per complessivi 1.479 metri quadrati di superficie rilevata e verificata. Il soggetto attuatore ha presentato un progetto per la costruzione di un fabbricato residenziale da erigersi in via Istria, dalla quale prende il nome, con annessa realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, previa cessione delle aree necessarie.

In particolare, le cessioni riguardano le semisedi stradali necessarie per la formazione di un raccordo fra via Istria e corso Manzoni, in prosecuzione di via Vittorio Veneto, ed un collegamento fra la strada ad ampliarsi e lo stesso corso Manzoni, costeggiando la recinzione della scuola media Baldassarre, con conseguente realizzazione a scomputo delle relative urbanizzazioni.

Le aree sono tipizzate dal Pug vigente a “Zona di completamento B” e disciplinate dalle Norme tecniche di attuazione discendenti dalla variante al Pug approvata dal commissario.

Lo stabile è composto di due livelli interrati, cinque piani e piano attico, per un volume totale di 9720 metri cubi.

Con lo strumento del Permesso di costruire convenzionato il soggetto attuatore assume a proprio carico, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di appalti pubblici, l’impegno per la realizzazione di tutte le opere di urbanizzazione indicate negli elaborati progettuali esecutivi, nonché nei relativi computi metrici estimativi.

Più precisamente il committente e progettista, l'architetto Francesco Innino, si obbliga a fare realizzare a propria cura e spese le seguenti opere di urbanizzazione: strade e marciapiedi secondo quanto previsto dal progetto presentato, con relativa segnaletica orizzontale e verticale; sottoservizi (rete fognaria, telefonica ed altre); spazi ad uso pubblico.

Curiosamente, in uno dei rendering disponibili all'interno del progetto (foto principale dell'articolo accanto) si scorge la bozza prospettica del nuovo stabile e, di fronte il vecchio oleificio Lapietra sormontato dalla ciminiera che fu demolita per criticità statiche.

Oggi quell'area si è totalmente trasformata con la salvaguardia e riqualificazione del vecchio capannone e dell'hangar, ma anche con l'edificazione di un grande stabile, mentre è in corso quella di un secondo ancora più vicino all'edificio di cui il commissario ha autorizzato la costruzione: a distanza di oltre mezzo secolo, almeno in un disegno, la storia si è completamente ribaltata.


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