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Laurora: «Trani, unica città senza una percentuale validabile di differenziata». E sull'ecotassa, «la più alta della Puglia»

Per chiarire ai cittadini quanto sia stata fallimentare la politica della gestione dei rifiuti della amministrazione uscente (a giorni scade il mandato originario della consigliatura), tenuta in vita artificialmente dalle proroghe statali, vorrei fornire alcuni dati.
 
Premetto che l'ecotassa è un tributo che paghiamo tutti con la TARI alla Regione perché depositiamo in discarica rifiuti tal quali non differenziati. Per legge l'ecotassa è un tributo variabile e la sua esistenza tende a stimolare i comuni, e quindi i cittadini, alla minore produzione dei rifiuti ed al loro recupero. Il quadro normativo prevede che i comuni debbano raggiungere una percentuale minima di raccolta differenziata pari al 65%. Ove la percentuale di raccolta differenziata sia pari al 65%, l'ecotassa si paga in misura minima pari a 25,82 euro/tonnellata di rifiuti tal quale prodotto.
 
Ove i comuni superino tale percentuale, e quindi siano virtuosi, hanno un abbattimento della ecotassa dal 30% sino al 70% e quindi in questi casi l'ecotassa varia da 18,07 euro/tonnellata sino a 7,75 euro/tonnellata. Viceversa, se i comuni non raggiungono la percentuale del 65% di raccolta differenziata, subiscono una ulteriore addizionale del 20% e quindi la ecotassa diventa di 30,98 euro/tonnellata. Come si vede, i cittadini di un comune virtuoso pagano molto meno di un comune incapace di gestire una corretta raccolta differenziata.
 
Nel corso di questi ultimi cinque anni il Comune di Trani e quindi noi cittadini abbiamo versato di ecotassa una quantità di denaro vicina ai due milioni di euro.
 
Cosa è stato fatto in questi anni per migliorare la raccolta differenziata? Facile verificarlo: gli annunci della partenza della raccolta differenziata da ottobre 2015 (con trionfale conferenza stampa) sino a febbraio-maggio 2020 con interviste televisive, il tutto per trasformare una sostanziale e sonora sconfitta ambientale, e soprattutto economica, in elegante fumo gettato negli occhi dei cittadini.
 
Invito tutti a visualizzare sul sito regionale la determinazione dirigenziale della Sezione Ciclo Rifiuti e Bonifiche n. 080 del 10/3/2020, avente per oggetto "validazione delle percentuali di raccolta differenziata dei comuni per la determinazione del tributo speciale per il deposito in discarica e in Impianti di incenerimento senza recupero energetico dei rifiuti solidi e contestuale assegnazione a ciascun Comune della Provincia di Barletta -Andria - Trani della aliquota di tributo dovuto per l'anno 2020", in sostanza la determinazione di definizione dell'Ecotassa, sulla base dei dati verificati da ARPA Puglia. Io mi sono vergognato.
 
Nella tabella riportata a pag.6 della determinazione dirigenziale si legge che nell'A.R.O. 1, Barletta ha raggiunto la percentuale del 70,10%, Bisceglie la percentuale del 63,99%, mentre Trani ha raggiunto la percentuale "NON VALIDABILE". Trani è l'unico comune della Provincia Barletta -  Andria - Trani per il quale non sia comprovabile la percentuale di raccolta differenziata!
 
A me non sembra normale questo mistero, dopo cinque anni di annunci e di trionfali comunicati e video sulla fantomatica efficienza della nostra azienda partecipata, sulla quale ci sarebbe anche da discutere per il tradimento in ordine alla programmazione impiantistica, in totale contrasto con gli indirizzi del consiglio comunale. 
 
Per concludere, anche per quest'anno noi cittadini pagheremo la aliquota più alta di ecotassa, pari ad euro 30,98 per ogni tonnellata di rifiuto tal quale smaltito in discarica. Questi soldi sarebbero dovuti restare nelle tasche delle famiglie tranesi, alle quali invece si presenterà il conto salato della TARI, non so con quale faccia. Chi pagherà le inefficienze di questi lunghi anni? 
 
Tommaso Laurora, candidato Sindaco Trani Governa 

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