Erano pericolosi, praticamente a rischio schianto, e avrebbero potuto causare danni sia all'esercizio ferroviario, sia alle abitazioni confinanti. Per questo motivo Rete ferroviaria italiana è intervenuta, nel pieno rispetto delle autorizzazioni necessarie per il taglio degli alberi e a seguito di relazione rilasciata da un agronomo, per il taglio di due pini secolari ubicati lungo la strada ferrata, nel tratto che, all'uscita della stazione di Trani, conduce verso Barletta.
Non sono mancate le proteste dei residenti della zona, che hanno perso due fedeli «compagni di skyline» all'uscita dal balcone e, soprattutto, altrettante garanzie di ombreggiamento. Ma quei due pini erano ormai divenuti incompatibili con la sicurezza della circolazione ferroviaria e, pertanto, se ne è ritenuto necessario il taglio prima che cadessero sulla strada ferrata o proprio sulle abitazioni che, finora, avevano «accompagnato».
Rete ferroviaria italiana ha fatto sapere che, lungo il percorso della linea Adriatica che passa attraverso le altre città della provincia di Barletta-Andria-Trani, oltre i due pini abbattuti a Trani, non ci sono altre criticità.
L'intervento arriva a pochi giorni di distanza dal taglio di ben 24 pini in piazza Giovanni Paolo II, meglio conosciuta come «pinetina di via Andria», il tutto fra clamore e proteste. Per quelli della ferrovia, invece, quasi nessuno si è stracciato le vesti ma, del resto, in questo caso l'intervento non è stato realizzato dal Comune di Trani, giacché la strada ferrata è di competenza di altro ente.





