Sul tragico incidente avvenuto lungo la Barletta-Andria che ha causato ieri la morte di tre ragazzi e ha sconvolto la vita delle loro famiglie e dell'intera comunità, sono intervenuti il vescovo mons. Leonardo D'Ascenzo e il presidente degli psicologi di Puglia Vincenzo Gesualdo.
«Siamo sgomenti per la morte dei tre ragazzi avvenuta nella mattinata di oggi (ieri per chi legge, ndr) tra Andria e Barletta, sulla statale 170 - afferma l'arcivescovo -. Sono tre nostri figli nel pieno della propria adolescenza e ancora agli inizi di un percorso di vita, senza dubbio pieno di promesse e aspettative, che è stato repentinamente stroncato. Il mio pensiero va subito anche ai loro genitori per i quali in queste ore tutto sembra crollare e senza alcun senso o ragione plausibile.
Accanto al dolore di tutti e all’esperienza dell’imponderabile che connota la nostra esperienza umana, non dobbiamo mai perdere la speranza e la forza di riprendere il cammino della vita che, sovente, si presenta carico di imprevisti, di fatica e di sofferenza.
Quanto accaduto richiama un tema, che al contempo è un’emergenza, di cui da anni si parla molto, allo studio degli esperti ma anche e soprattutto di chi ogni giorno vive accanto ai nostri giovani, mi riferisco all’emergenza educativa. Un terreno questo non facile, ma nel quale tutti siamo chiamati a dare un contributo disinteressato, che sappia fare intravvedere ai nostri giovani le ragioni e valori verso i quali investire la propria esistenza, primo fra tutti il dono della vita che va posto al servizio della vita stessa e nella responsabilità verso se stessi e gli altri. Per realizzare ciò non abbiamo ricette o soluzioni infallibili; ma la strada giusta e forse più efficace è quella di farci trovare sempre accanto ai nostri giovani, ciascuno nella propria condizione e nel ruolo che ricopre, nel percorso della loro vita, senza desistere; come non rinuncia mai seminatore della parabola evangelica, proclamata domenica scorsa nelle nostre assemblee, che getta il seme ovunque, in ogni contesto e in ogni di situazione anche la più impervia.
Sarebbe inoltre opportuno rivedere e rileggere la normativa che accompagna l’acquisto e la distribuzione dei nuovi strumenti di locomozione che bene si prestano ad intemperanze giovanili che possono arrecare danno a se e agli altri. Come Pastore della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie invito tutti ad elevare la preghiera al Signore e a chiedere, soprattutto per i genitori e i familiari dei tre ragazzi il dono della consolazione e della speranza».
Sulla tragedia è intervenuto anche il presidente degli psicologi Gesualdo: «Erano a bordo di una bicicletta elettrica in tre e sono stati investiti da un furgone mentre percorrevano all’alba di mercoledì 15 luglio la statale 170 tra Andria e Barletta. Una tragedia immane, una giovane vita che si sgretola all’improvviso lascia un vuoto incolmabile ma in questo caso siamo dinanzi ad una micro-strage che amplifica la sensazione di non poter contenere o gestire il dolore - il presidente dell’Ordine degli Psicologi della regione Puglia -. Non possiamo oggi soffermarci sulle dinamiche e le cause di questa tragedia, sarebbe molto più dannoso non preoccuparsi delle azioni da predisporre nelle fasi acute post incidente. Il protocollo di supporto durante le emergenze sanitarie o le catastrofi naturali deve essere attivato e prontamente attuato anche in caso di tragedie simili. L’intervento emergenziale di supporto in questo caso servirebbe per porre un argine al dolore che non è solo personale ma di intere famiglie e di comunità. È fondamentale l’attività di sostegno psicologico presso il dipartimento di emergenza, nei servizi di continuità assistenziale, nei pronto soccorso, nei 118».


