È già abbastanza vergognoso che in giornate calde o fredde la gente debba attendere ore sotto le intemperie o sotto il caldo afoso per poter accedere ai servizi offerti dall’Amet, ma questa foto è rappresentativa delle favole raccontate alla cittadinanza che da anni aspetta di ricevere il giusto rispetto.
Tutto ciò lascia presagire come gli interessi della città non siano altro che meri interessi personali. Per quattro anni l’amministratore delegato (non tranese, incaricato dal nostro sindaco) non ha fatto altro che riscaldare la propria poltrona che sicuramente sarà più comoda di quelle sedie poste all’esterno dell’edificio. È inconcepibile anche come una pratica venga elaborata in 35 minuti, considerato inoltre il ridicolo orario seguito dall’ufficio dell’Amet. Andrebbe rivoluzionato il sistema organizzativo dell’azienda, con orari e strumenti più consoni ad un corretto svolgimento delle attività.
Per esperienza personale, posso assicurare che una semplice pratica può essere gestita in soli cinque minuti grazie a software dedicati e che la mole di lavoro può essere distribuita meglio in orari mattutini e pomeridiani. In conclusione, vista l’idea di voler candidare la nostra città a Capitale della Cultura, ci si augura che quelle sedie possano essere soltanto una particolare forma d’arte per Trani.
Rachele Petraglia, segretario politico di Trani Decide
