La Sezione penale del Tribunale di Trani in composizione collegiale, presieduta da Giulia Pavese, ha dichiarato l'ingegner Alessandro Guadagnolo colpevole del reato di truffa aggravata, condannandolo a un anno di reclusione e 600 euro di multa (pena sospesa nei termini ed alle condizioni di legge), oltre il pagamento delle spese processuali nel procedimento relativo al mancato completamento della condotta sottomarina, per la cui realizzazione fu destinatario di una consulenza da parte del Comune di Trani nel 2012.
Gli altri imputati, Daniella Piola e Graziano Falappa, sono invece stati assolti dal reato di frode in pubbliche forniture poiché il fatto non sussiste. Falappa è stato assolto anche dal reato di omissione di atti d'ufficio, sempre perché il fatto non sussiste.
Daniella Piola è difesa da Alessandro Baldina, Graziano Falappa da Ferdinando Piazzolla e Claudio Papagno, Alessandro Guadagnuolo da Attilio Triggiani.
Guadagnolo dovrà adesso risarcire i danni cagionati al Comune di Trani, costituito in giudizio con l'avvocato Vitantonio Di Pace.
Il collegio ha anche ordinato l'immediata trasmissione al pubblico ministero delle determinazioni dirigenziali relative all'incarico di consulenza tecnica in favore di Guadagnuolo, ai mandati di pagamento emessi in favore dell'imputato ed ai conseguenti accertamenti effettuati nell'ambito del processo per le valutazioni di competenza in ordine alla eventuale responsabilità dei funzionari comunali che hanno adottato gli atti amministrativi per i quali si è proceduto.
Entro 90 giorni avverrà il deposito della motivazione.
Gli imputati vengono da due diverse fasi dell'inchiesta. Questi quelli della prima: Daniella Piola, socia della Sacramati costruzioni, impresa esecutrice dei lavori; Graziano Falappa, direttore dei lavori e contabilizzatore. I reati loro contestati, a vario titolo, sono inadempimento nei contratti di pubbliche forniture, omissione d'atti d'ufficio, indebita percezione di erogazioni in danno dell'ente pubblico.
In una successiva fase dell'inchiesta compare il quarto indagato, poi divenuto terzo imputato: è Alessandro Guadagnuolo, appunto, nominato consulente del Comune di Trani per quel procedimento amministrativo il 6 dicembre 2012, per la redazione di appositi atti tecnici necessari per la soluzione delle problematiche connesse alla mancata esecuzione dei lavori della condotta. Secondo l'accusa, Guadagnuolo non avrebbe redatto alcun atto, percependo illecitamente, dal Comune, un compenso di 11.000 euro.
Tale scenario si era determinato a seguito della sentenza emanata, il 13 giugno 2018, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trani, Raffaele Morelli, accogliendo quasi tutte le richieste del pubblico ministero titolare del fascicolo, Antonio Savasta, poi trasferito ad altro tribunale ed al quale è subentrata la collega Simona Merra.
In quella sede fu già assolto l'amministratore unico pro tempore dell'impresa esecutrice della condotta, Roberto Sacramati, dall'accusa di condotta fraudolenta per essersi procurato un indebito vantaggio patrimoniale di 660.000 euro. Tuttavia, per questa ipotesi la Procura avrebbe dovuto indagare la società, quale persona giuridica: tale circostanza si è verificata l'udienza preliminare è stata fissato il 22 settembre 2020.
La vicenda penale è nata da un provvedimento dell'esecutivo del sindaco Carlo Avantario, risalente 10 dicembre 2001, con il quale s'impegnavano 4 milioni di euro per la realizzazione della condotta per lo scarico al lago dei reflui del depuratore.
L’affidamento dell’appalto avveniva nel 2004, per un importo di 2 milioni e mezzo, oltre Iva. Da quel momento, però, i lavori sarebbero andati avanti a singhiozzo, per poi interrompersi.

