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Dopo Trani, Antonio Cezza ricordato a Melfi a trent'anni dalla morte. La commovente lettera degli studenti

«Non sarà di certo una medaglia a colmare il vuoto che la famiglia si porta dentro da tempo ma, ogni qualvolta la giustizia trionferà, questa e tante altre morti non saranno state vane». Così scrivono i ragazzi di una scuola di Melfi, nell'ambito di un progetto di legalità portato avanti insieme con l'associazione Libera per ricordare Antonio Cezza. Si tratta del brigadiere tranese dei Carabinieri di cui proprio ieri, 22 luglio, a Melfi, si è commemorata la morte a trent'anni dal tragico episodio che avvenne nei pressi della villa comunale di quella città.

Era la sera del 17 luglio quando il giovane militare, 26 anni, fuori servizio, si imbatté in un malvivente armato di fucile a canne mozze, che sparò colpendolo in pieno volto: Antonio Cezza fu trasportato all'ospedale San Carlo, di Potenza, dove sarebbe spirato il 22 luglio.

È stato decorato con la Medaglia d'argento al valore militare e viene definito dai ragazzi «una vittima innocente, un ragazzo buono rimasto nel cuore di quanti lo hanno conosciuto e morto nell'adempimento del proprio dovere, perché un militare anche senza la divisa è sempre un militare e lo rimane per sempre».

Un gesto eroico che gli studenti di Melfi definiscono «uno dei tanti esempi che in questa Italia non verrà mai dimenticato: tocca a noi - sottolineano i ragazzi - essere leali, partecipi e onesti. Perché noi abbiamo armi che gli assassini non hanno: il pensiero e la cultura».

Ieri mattina Antonio Cezza è stato ricordato prima nella villa comunale di Melfi, davanti alla stele in sua memoria, e poi in una celebrazione officiata del vescovo, monsignor Ciro Fanelli. Erano presenti, fra gli altri, il generale Rosario Castello, già comandante a Bari ed ora a Potenza, il capitano della Compagnia dei carabinieri di Melfi, militari in congedo, autorità regionali e comunali. Da Trani sono giunti il papà di Antonio, Giovanni, il fratello Giuseppe e alcuni degli amici di scuola tra cui Franco Caffarella e Savino di Perna.

Lo scorso 17 luglio, in occasione del trentennale del ferimento mortale, il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, aveva deposto un semplice, ma significativo omaggio floreale ai piedi della scultura collocata nella piazza dedicata ad Antonio Cezza.

A lui sono intitolate le caserme dei carabinieri di Trani e San Nicola di Melfi, il parco di via Santuario, a Cursi (città natale di Antonio), la sezione cittadina dell’Associazione nazionale carabinieri, la scuola elementare di via Grecia, la piazza fra via Gualandi, via Caposele e via Madre Anna Ventura, con relativa statua in pietra, un’aula di lezione del liceo classico Francesco De Sanctis ed un torneo di pallacanestro (sospeso da alcuni anni), lo sport che Antonio praticava.

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