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Il lockdown rivissuto al Giullare: fra dramma, musica e comicità Trani adesso può guardare avanti

La voce di Federica Paradiso (cantante non vedente laureatasi soltanto il giorno precedente insieme con la sorella Maria Pia), accompagnata dai chitarristi Francesco Cioffi e Marco Corcella, per cantare «Nel blu dipinto di blu» e aprire con la musica l'edizione 2020 del Giullare.

Così è partita «Oltre il covid», la serata tenutasi nella corte Davide Santorsola di Palazzo Beltrani, dedicata al racconto del lockdown a Trani, fra video e testimonianze, e di come progressivamente si sia usciti da quella fase drammatica.

Sul palco (ritratto da Francesco Paradiso), moderati dal nostro direttore responsabile Nico Aurora, il sindaco, Amedeo Bottaro, i giornalisti Giovanni Di Benedetto e Antonio Quinto e, soprattutto, due dei trenta casi positivi di covid in città, vale a dire Enzo Falco e Carlo Crescente, quest'ultimo da tutti ricordato come il «paziente uno» di Trani e della Bat.

Era il 3 marzo 2020 quando il sindaco di Barletta, Mino Cannito, diede notizia del caso durante il consiglio comunale parlando di «un cittadino barlettano che vive a Trani e lavora a Barletta» e destando parecchio scompiglio soprattutto perché, da quella sera, scattò la caccia al presunto untore.

«In quei momenti non stavo certamente bene - ha confessato Crescente - e pertanto neanche mi eroreso conto del clamore mediatico che nel frattempo la mia positività aveva determinato. Col passare dei giorni capii che qualcosa era sfuggito di mano e non nascondo che la mia famiglia ne abbia molto sofferto. Ma devo dare atto al sindaco di Trani ed ai suoi collaboratori di avere accompagnato sia il sottoscritto, sia gli altri pazienti nel modo migliore possibile, manifestando vicinanza ma anche tatto e discrezione».

Crescente, dopo la sua guarigione, ha aperto una raccolta fondi alla quale, peraltro, hanno risposto in massa proprio da Barletta e molto poco da Trani, Inoltre ha donato il plasma a beneficio dell'immunità di altri pazienti covid.

Falco a sua volta, in qualità di medico, con la sua associazione Arges presta cure domiciliari a pazienti oncologici. Da uno di questi forse aveva contratto il virus e, dopo che ciò era accaduto, ma ancora non l'aveva saputo perché asintomatico, aveva trattato altri 35 pazienti già da positivo: «Se nessuno di loro si è ammalato - ha rivelato sul palco l'operatore sanitario - è perché avevo sempre adottato tutte le prescrizioni del caso. Per questo la nostra associazione non si è mai fermata, neanche nei momenti più critici. Ed io, per quanto abbia sofferto, mi sono preoccupato soprattutto di non contagiare alcuno a cominciare dal mio condominio. Per fortuna, oggi possiamo parlare di una brutta esperienza messa alle spalle».

I giornalisti hanno posto in risalto il metro comune che la stampa si è data nel non dare in alcun modo i nomi dei pazienti, pur conoscendoli, e non rincorrere foto, video e informazioni non verificate. Piuttosto, si è puntato alle storie, e quelle hanno mostrato il lato umano di un dramma che pareva senza fine.

E Bottaro ha dato atto del fatto «che Trani sia uscita più che bene dal lockdown grazie alla responsabilità della stragrande maggioranza dei cittadini. Fondamentale, però sono state le azioni messe in campo sia dalla Caritas, sia dal Pronto intervento sociale, strutturato con la rete delle associazioni e soggetti del terzo settore che, sotto il coordinamento dell'Assessorato ai servizi sociali e dell'Ufficio di piano di zona, hanno messo a punto la macchina degli interventi comunali non lasciando dietro alcuno».

Buoni e pacchi spesa, nonché sostegni economici per chi ha documentato uno stato di bisogno, non sono mai mancati «ed oggi - hanno fatto sapere l'assessore al ramo, Patrizia Cormio, ed il dirigente del settore, Alessandro Attolico, con l'approvazione del bilancio di previsione, altre risorse saranno specificatamente destinate a sostegno delle famiglie in difficoltà»

Alla fine della serata, allietata dalle irruzioni comiche di Vitantonio Mazzilli e Alessandro Schino, il sindaco ha consegnato un attestato di riconoscenza a tutti i protagonisti del Pis e ha dichiarato di fatto aperta un'Estate tranese tanto atipica quanto fortemente voluta.

Ed in questa anche il Giullare, che sarebbe dovuto saltare, alla fine c'è. E siamo così alla 12ma edizione del «Festival contro tutte le barriere», quest'anno con un programma più ridotto rispetto al passato, ma non meno denso di contenuti di grande significato.

Il prossimo appuntamento sarà mercoledì 5 agosto, al parco santa Geffa, con l'opera teatrale «Come uno straniero, l’autismo per comunicare», diretta da Giovanni Allocca, a cura della compagnia Ideachiara onlus, di Caserta. Ingresso con ticket.


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