«Abbiamo attivato una procedura richiedendo al Tribunale di dissequestrare l'area sia del depuratore, sia della condotta sottomarina, per eseguire una serie di attività finalizzate ad un collaudo in corso d'opera».
Così l'architetto Francesco Gianferrini, dirigente dell'Area urbanistica del Comune di Trani, facendo il punto sullo stato dell'arte della condotta sottomarina a margine della presentazione del parco urbano costiero - avvenuta nei giorni scorsi a pochi passi da quel luogo - ed anche nell'immediatezza del rilascio della sentenza del Tribunale in merito al procedimento penale.
Allo stato siamo in presenza dell'affidamento del collaudo tecnico amministrativo dei lavori realizzati e conclusivi della condotta all'ingegner Giancarlo Chiaia, individuato dal predecessore dell'Ufficio tecnico, Giovanni Didonna, a seguito di un avviso pubblico.
«Nel frattempo abbiamo interloquito con Acquedotto pugliese e Autorità Idrica pugliese - riprende il dirigente in carica - perché potessero intervenire loro direttamente con propri fondi: ci è stato promesso e non abbiamo motivo di credere che ciò non avverrà. Abbiamo ragione di ritenere che saranno loro a finanziare il collegamento che manca dall'impianto di depurazione alla condotta sottomarina e, quando ciò avverrà, sarà un grande giorno perché sono tutte attività che non si vedono ma risolvono un problema ambientale davvero molto importante».
I precedenti provvedimenti amministrativi parlano di condotta completata al 94 per cento, e questo significa, in concreto, «una porzione tra il depuratore e la condotta già realizzata di circa 50 metri lineari - fa sapere Giianferrini -, quindi veramente una cosa risibile rispetto all'importanza che questa infrastruttura ha per collettività».
Peraltro, alla luce dell'adeguamento che già c'è stato dell'impianto di depurazione, nonché dello smaltimento futuro delle sue acque reflue a fini irrigui, ci si domanda se la condotta sottomarina sia ugualmente indispensabile come lo era prima. La risposta del dirigente è che «sicuramente lo è perché, nonostante il progetto di affidamento delle acque reflue sia un momento fondamentale per evitare addirittura di utilizzarlo utilizzarla come strumento di smaltimento, la condotta sottomarina durante la stagione invernale sarà chiamata a lavorare lo stesso perché, in quella stagione, ad irrigare i campi ci pensa la pioggia. Quello che è importante fare notare è che la condotta sottomarina smaltirà acque affinate, a tutto vantaggio del mare e dell'ambiente».
