Nicola Ceralacca Landriscina e le sue canzoni introducono e arricchiscono di tranesità una serata dell'estate di Trani che guarda, però, ad orizzonti anche ben più lontani. Lui, invece, fra omaggi a Battisti e De André, sfodera la musica da lui scritta, non mancando di riflettere sui muri che ci dividono (compreso il passaggio a livello) e di ricordare tranesi che non ci sono più: Giuseppe Ruta; Biagio Zanni; Gino Piazzolla.
Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, palermitano classe 1972, attore e regista predestinato, "politico mancato perché non volevo non lavorare", ironizza, sogna di fare il regista ma si ritrova innanzi tutto autore televisivo per le Iene, che gli danno la popolarità.
Poi arriva la trasmissione Il testimone, con le profonde riflessioni sulla mafia e la criminalità organizzata: "Non possiamo rivalutare le persone da morte, dobbiamo invece avere uno spirito critico ed essere consapevoli del fatto che la mafia non si deve combattere, ma sconfiggere. Anche in Puglia, dove c'èe facciamofintadinonsaperlo".
E sulle scorte: "Sono lieto di pagare le tasse per consentire a Saviano di continuare a scrivere e mangiare un gelato. E pure per tenere in vita la Santanchè, anche se non mi sta simpaticissima".
L'esperienza del Testimone è propizia per la sua chiamata al cinema: un produttore gli telefona per chiedergli se voglia dirigere un film.
Nasce così La mafia uccide solo d'estate, con Cristiana Capotondi, commedia di denuncia coraggiosa e pluripremiata particolarmente per la capacità di fare nomi e cognomi.
Ma anche, e soprattutto, di raccontare i dogmi della mafia, come il divieto di sposare i figli di genitori separati. Il risultato, parafrasando Pif, "è un Forrest Gump all'italiana".
E la denuncia punta dritto su Andreotti: "La sua collusione con la mafia è negli atti, ma si nega alla pari con la trattativa Stato-Mafia".
Sulla stessa falsariga arriva anche In guerra per amore, altra commedia scomoda sulla mafia: "Non riuscirei mai a fare un film serio - ammette Pif -, ma facendo ridere cerco di fare passare contenuti seri. E in quel film ho cercato di porre in risalto il fatto che dobbiamo ringraziare gli americani per averci ridato la libertà, ma non per avere fatto accordi con la mafia contro il comunismo".
Bello l'aneddoto dell'incontro con Papa Francesco, che lo spiazza con un "prega per me" che Pif commenta così: "Il suo scendere sul nostro piano lo rende grande perché si fa piccolo per noi".
L'ultimo stralcio di film proposto agli 860 spettatori, dei 1000 massimi previsti in villa comunale, è Momenti di trascurabile felicità, storia di un uomo che torna per 1 ora e 32 minuti sulla terra dopo esseremorto in un incidente stradale in città passando con il rosso.
Sintesi di due libri dal titolo opposto, è un film sulle seconde opportunità e "sul tentativo dell'uomo di riparare maldestramente ai danni che fa, spesso irreparabili".
Piacevolmente intervistato dall'autore e regista Fabrizio Corallo, Pif sfotte quanto basta Trani parafrasando Arbore perché "I tranesi non cantano", ma va via fra gli applausi anticipando il suo prossimo film con Fabio De Luigi, già in lavorazione, e firmando con il telefonino i tranesi che lui, Pif, fa cantare al termine di una serata frizzante e, soprattutto, mai banale.
E questa sera, venerdì 11 settembre, alle 21, sempre in villa comunale, a cura dell'Assessorato alle culture del Comune di Trani, Corallo intervisterà Toni Servillo, vincitore del premio Oscar nel 2013 con La grande bellezza, di Paolo Sorrentino, e che recentemente è tornato sul grande schermo con Loro, Loro 2 e 5 è il numero perfetto. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria online su sito e pagina social di Palazzo delle arti Beltrani.








