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Referendum sul taglio dei parlamentari: i motivi del sì e del no. Ecco il fac simile della scheda

Domenica 20 (dalle 7 alle 23) e lunedì 21 settembre (dalle 7 alle 15) i cittadini italiani sono chiamati alle urne per votare sì o no al Referendum sul taglio dei parlamentari, battaglia storica dal Movimento 5 stelle.

Una volta aperta la scheda di colore verde, gli elettori avranno dinanzi il seguente quesito referendario: Approvate il testo della legge costituzionale 532 del 2019 concernente le modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n.240 del 12 ottobre 2019? Bisognerà, quindi, mettere una X sul “Sì” se si vuole approvare il taglio del numero dei parlamentari (riduzione del numero dei deputati da 630 a 400, da 315 a 200 per i senatori e nomina di massimo 5 senatori a vita); mettere una x sul “No” se si è contrari alla modifica dei tre articoli della Costituzione.

Per chiarire le posizioni dei favorevoli e contrari al Referendum, sono nati diversi comitati per il sì e per il no. Il comitato ufficiale per il sì al taglio dei parlamentari si chiama “Il si delle liberta” dove si legge che “ridurre il numero degli eletti rende più trasparenti e più comprensibili dibattiti e decisioni, senza sminuirne la qualità. Così, rende più agevole il giudizio dei cittadini, che è una fase decisiva del processo democratico”. Tra i motivi a supporto del sì c’è la volontà di ascoltare le “critiche dei cittadini alla quantità dei parlamentari: Il taglio non mutila la democrazia e non aiuta l’antipolitica. Lascia il rapporto tra eletti ed elettori sopra la media occidentale”.

Il comitato “No al taglio del parlamento”, invece, evidenzia sette motivi per cui votare no al quesito, tra cui la diminuzione della rappresentanza politica: “diminuendo il numero dei parlamentari cresce la distanza di questi dai cittadini e dal territorio. Se vincessero i Sì l’Italia scenderebbe all’ultimo posto dei 27 Stati membri dell’Unione europea nel rapporto fra deputati e abitanti”. Inoltre, riducendo del 37% i parlamentari si consegna il lavoro delle commissioni (permanenti, speciali, di vigilanza) a pochissimi membri di pochi partiti; in questo modo non si tagliano solo i parlamentari ma si taglia il parlamento ledendo il suo lavoro legislativo e di controllo sull’operato del governo”.


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