Ecco di seguito il vademecum sulle modalità di voto in occasione dell'election day di questi 20 e 21 settembre.
COMUNALI
Si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco, ed in questo caso il voto viene attribuito solo al candidato sindaco.
Si può tracciare un segno solo su una delle liste collegate al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che su una delle liste collegate al medesimo candidato sindaco: in entrambi i casi il voto viene attribuito sia al candidato sindaco, sia alla lista di candidati consiglieri;
Si può esprimere il voto disgiunto, tracciando un segno sul candidato sindaco ed un altro segno su una lista non collegata: in questo caso il voto viene attribuito sia al candidato sindaco, sia alla lista non collegata.
Inoltre è possibile esprimere due preferenze per i candidati a consigliere comunale, scrivendone il cognome nelle apposite righe tratteggiate poste accanto del contrassegno di lista. In caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare una candidata di genere femminile ed un candidato di genere maschile (o viceversa), sempre e solo della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.
È eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno); qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare domenica 4 e lunedì' 5 ottobre per il ballottaggio tra i due candidati più votati.
REGIONALI
Dei 50 seggi da attribuire, 27 vengono suddivisi in base al listino unico regionale e i restanti 23 invece sono ripartiti a livello circoscrizionale.
Sulla scheda arancione è possibile effettuare un voto giunto o disgiunto (ovvero indicare un candidato governatore e poi volendo anche una lista che non lo sostenga), mentre di recente è stata introdotta anche la doppia preferenza di genere. In tal modo, le modalità di voto delle regionali si sovrappongono quasi del tutto a quelle delle comunali.
REFERENDUM
La legge sul taglio dei parlamentari - oggetto del referendum confermativo di domenica e lunedì - è stata approvata in ultima lettura dalla Camera l'8 ottobre 2019 con 553 voti a favore, 14 no e due astenuti. Prevede la riduzione del numero dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori (da 315 a 200).
La legge costituzionale è soggetta a referendum perché in una delle due ultime letture (quella al Senato) non è stata approvata con la necessaria maggioranza dei due terzi dei componenti. Settantuno senatori - appartenenti a quasi tutti i gruppi parlamentari - hanno così potuto chiedere e ottenere, come previsto dalla Carta, il referendum. Che non prevede un quorum di partecipanti per essere valido. La spunterà insomma chi avrà un voto in più. Chi vuole approvare il taglio deve votare Sì, chi intende bocciarlo deve scegliere il No.
DATE E ORARI DEL VOTO
Le operazioni preliminari degli uffici elettorali si svolgeranno a partire dalle 16 di sabato 19 settembre. La votazione si svolgerà nei giorni di domenica 20, dalle 7 alle 23, e lunedì 21, dalle 7 alle 15. A seguire gli scrutini di referendum e regionali, mentre dalle 9 di martedì 22 settembre avverrà lo spoglio delle comunali.
