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Carcere di Trani, Domenico Mastrulli (Fs-Cosp): «Con l'apertura del nuovo padiglione non arrivino altri detenuti dalle città limitrofe»

La nostra prima originaria protesta, come federazione sindacale Co.s.p., partì in tempi non sospetti già dai primi di  settembre: siamo stati lungimiranti sulla vicenda carcere di Trani, dell’apertura del nuovo padiglione, di 200 ulteriori ospiti e contestuale chiusura della sezione blu (ex massima sicurezza), che oggi troverebbe conferma dal vertice del dipartimento con direttiva del 1 ottobre scorso,  esecutiva dalla  fine della seconda decade di ottobre, con la disposizione dello spostamento dei reclusi dalla ex sezione blu al nuovo padiglione detentivo e la contestuale chiusura dell’intero padiglione  blu  per ristrutturazione.  

Chiaramente al termine dei lavori di ripristino della sezione blu, che auspichiamo non si tratti di una sola imbiancata e spolverata ma di diverso, profondo e totale rinnovamento di edilizia penitenziaria.

Auspichiamo, invero, che non siano disposti trasferimenti in entrata a Trani da altri istituti che risultino in eccedenza rispetto alle proprie dotazioni di posti letto. Questo preoccupa la  Fs-Cosp, conoscendo storicamente la nostra centrale e regionale amministrazione sull’utilizzo della solita conosciuta “coperta corta”.

La Fs-Cosp apprezza, con cautela dovuta, l’interessamento del dipartimento, delle autorità intermedie e della stessa prefettura della Bat anche intervenuta sulla vicenda “carcere Trani”.

Auspichiamo, come segreteria generale nazionale e quella regionale puglia rappresentata da  Giuseppe Calefato,  un riciclo soprattutto per i noti fatti attuali nel  comando del penitenziario, oramai datato nel tempo (9 anni): una permanenza che si ritiene in pieno conflitto con la normativa vigente di avvicendamento nella dirigenza di polizia, che solitamente staziona  dai tre ad un massimo 5 anni. Invece, ci troviamo  a Trani un comando contestato nella gestione delle risorse umane e materiali da sempre e da quasi  tutte le sigle sindacali.

Non ci riteniamo soddisfatti, invece, dell’ampliamento dell’organico che a conti fatti non c’è stato se non l’arrivo di 40 unità assegnate per fisiologico  riciclo della mobilità nazionale degli agenti/assistenti. Il numero è servito a rimpiazzare una cronica storica carenza di circa 100 poliziotti, nel tempo andati in quiescenza, riformati o trasferiti ad altra sede. Resta una carenza di almeno 50/60 unità, carenza che neanche la politica di governo, deputati e senatori hanno saputo comprendere. Se manderanno altri detenuti da altre sedi, a danno del nuovo reparto detentivo (che a Trani avrebbe una capienza di circa 600 detenuti rispetto all’attuale di 240), si aggiungerebbe la beffa della vigilanza, sicurezza e traduzioni dei reclusi ampliati nel numero di posti letto senza che altri agenti abbiano rafforzato le dotazioni. 

Domenico Mastrulli (segretario Cosp)


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