È sempre più febbrile l'attesa di Trani per conoscere se la sua candidatura a Capitale italiana della cultura 2022 sarà ammessa alla finale. Infatti lunedì 12 ottobre la giuria selezionerà i 10 progetti finalisti, poi li ammetterà ad un colloquio di un'ora ciascuno ed entro il 12 novembre raccomanderà al ministro il comune, la città metropolitana o l'unione di comuni cui assegnare il titolo di Capitale italiana della cultura per l'anno 2022.
Come è noto, per il prossimo anno è stata riconfermata Parma, che a causa del lockdown ha perso gran parte delle occasioni di attrarre turisti e visitatori durante l'anno in corso. Trani concorre, insieme con altri 43 fra comuni, città metropolitane e unioni di comuni per un titolo tutt'altro che semplice da conseguire.
Il sindaco, Amedeo Bottaro, durante un incontro ai Dialoghi di Trani conclusi domenica scorsa, ha confermato che «non sarà per nulla facile, ma entrare nella decina dei finalisti sarebbe già un motivo di grandissimo orgoglio per noi».
«Convivio di culture, convivio di differenze» è il titolo del dossier presentato, che richiama una pensiero di don Tonino Bell: «Il genere umano, Signore, è chiamato a vivere sulla terra ciò che le tre persone divine vivono nel cielo: la convivialità delle differenze. E la pace cos'è? È convivialità delle differenze, è mettersi a sedere alla stessa tavola fra persone diverse che noi siamo chiamati a servire».
Il bando ha tra gli obiettivi «sostenere, incoraggiare e valorizzare l'autonoma capacità progettuale attuativa delle città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l'integrazione, la creatività, l'innovazione, la crescita e lo sviluppo economico».
L'eventuale nomina di Trani a Capitale italiana della cultura 2022 favorirebbe la destagionalizzazione dei flussi turistici, il superamento delle divisioni culturali, l'imprenditorialità del settore culturale, l'utilizzo di nuove tecnologie, l'accesso all'agenda 2030 Onu per lo sviluppo sostenibile, l'incremento della partecipazione pubblica».
Trani punta sulla convivenza storica dei quattro culti - islamico, cattolico, ortodosso ed ebraico - e richiama la circostanza per cui, dal latino «convivium», che significa «banchetto», a Trani si vuole «vivere, convivere e quindi vivere insieme». I principi cardine della proposta, allora, diventano «convivenza, festosità, accoglienza e devozione».
