«Ripartiremo subito dal nostro slogan: Trani decide, Trani governa. Siamo stanchi di subire le decisioni prese in altri luoghi e che poi vengono calate nel nostro contesto. Ripartiremo dai cittadini e saremo aperti a chiunque voglia dare qualcosa alla politica e alla città».
Ha presentato così la sua candidatura a sindaco, Tommaso Laurora, per le elezioni comunali 2020. A suo sostegno le liste Italia In comune, Trani Decide, Effetto Trani, Buongoverno e La trani che vogliamo.
Tanti i temi affrontati questa mattina in sede di presentazione. Uno su tutti i motivi che lo hanno spinto ad intraprendere un percorso diverso rispetto all'attuale amministrazione: «Sono stato tra quelli che ha creduto nel progetto dell’amministrazione Bottaro - ha detto Laurora - ma questo si è rivelato da subito un progetto fallimentare nel metodo. Ci eravamo proposti come la coalizione del cambiamento ma questo cambiamento non c’è mai stato. La mia voce è stata fuori dal coro, ho dovuto contestare una serie di decisioni prese senza mai una condivisione con i cittadini. Non ho voluto legare il mio nome a scelte quanto meno discutibili. Qualche esempio? Il protocollo firmato che ha sancito definitivamente la chiusura dell’ospedale, il “regalo” alla Asl del monastero degli Agostiniani o di palazzo Carcano al Ministero. Non ho mai pensato alle dimissioni da quella amministrazione perchè sono convinto che le battaglie si facciano all'interno, sia nelle riunioni di maggioranza che in giunta. E mi sono battutto fino alla fine affinchè le cose fossero fatte per la collettività».
Chiari gli obiettivi del progetto di Italia in Comune: «Noi ripartiamo mettendo al centro i cittadini, ma questo non deve essere uno slogan. Riprendendo l’articolo 61 dello statuto comunale, noi vogliamo creare comitati di condivisone per prendere delle decisioni insieme. Le scelte non si faranno più nelle stanze».
Sono risultate evidenti anche le possibilità di aprire la coalizione ad altre realtà. A tal proposito il candidato sindaco ha detto: «Qui non esiste destra o sinistra, esiste il cittadino e la sua salute. Bisogna condividere le scelte con la collettività. Ad esempio, sul passaggio a livello di via Corato, perché non si è mai fatto un forum pubblico entro cui prendere una decisione concordata con quel quartiere e con tutta la città? Noi vogliamo costruire qualcosa: finora l’amministrazione ha solo buttato fumo negli occhi. La nostra è una coalizione trasversale: non saremo solo aperti a partiti o a movimenti, ma a tutte le persone che vogliono dare qualcosa alla politica e alla città».
Infine, Tommaso Laurora si è soffermato sui recenti fatti che hanno interessato la città di Trani e la sua coalizione: il progetto di un impianto di percolato e la scelta della consigliera Merra di non sostenerlo come candidato sindaco. Per la prima questione Laurora ha detto: «Siamo stanchi di leggere di sindaco, assessori, consiglieri e amministratori pro tempore che prendono decisioni sul nostro futuro. Questo è quanto di più scorretto che si possa fare alla città: chiudiamo una discarica ma ne apriamo un’altra perché avremo in città camion di percolato provenienti da tutta la Puglia».
Sul caso Merra, Laurora fa chiarezza: «La consigliera mi ha chiesto di aderire alla nostra coalizione e alle nostre liste, ma Effetto Trani e Trani in comune erano ormai riempite. Dunque, Merra ha sottoscritto la sua adesione al progetto con la lista di Roberto Gargiuolo. Lei sapeva chi fosse il candidato sindaco. Quindi - conclude - poiché non è una sprovveduta, credo che nelle ore seguenti sia successo qualcosa che potrebbe compromettere la campagna elettorale. E su questo faremo una seria riflessione».
