«Quella svastica sulla parete della cattedrale di Andria è un pericoloso segno di degrado sociale e ideologico che tutti noi, ciascuno secondo il proprio ruolo, siamo chiamati a fermare».
Così don Felice Bacco, nel corso della celebrazione eucaristica in occasione della memoria liturgica di San Francesco di Sales, che ricorreva ieri ed in occasione della quale, presso la chiesa parrocchiale degli Angeli custodi, don Vincenzo De Ceglie, parroco e vicario episcopale per la pastorale, ha celebrata una santa messa.
Ad affiancarlo, oltre il già citato don Bacco, direttore dell'Ufficio diocesano comunicazioni sociali di Andria, don Francesco Mazzotta, don Peppino Ruotolo, don Salvatore Spera ed il diacono Riccardo Losappio, direttore dell'Ufficio diocesano comunicazioni di Trani.
Partendo dal vangelo di Matteo (18, 1-11), sull'amore del Padre verso ogni uomo, piccolo, povero e indifeso, «quel simbolo fascista sulla parete dell'edificio di culto, sebbene tempestivamente rimossa - è stato detto - è il segno di una pericolosa deriva che si può arginare anche, e soprattutto, attraverso un'informazione oggettiva, sobria e corretta. Oggi ai giornalisti è dato il compito di difendere la buona della cattiva informazione, aiutando chi legge a discernere tra le notizie certe e le bufale e, soprattutto, a non fomentare animi già troppo esacerbati da altri strumenti di comunicazione».
Don Bacco ha anche fatto riferimento agli attacchi, spesso ingenerosi, piovuti su Papa Francesco a causa dell'episodio che lo ha visto reagire in maniera tanto istintiva, quanto umana, al punto da scusarsene poi pubblicamente, al gesto di una donna che gli tratteneva ripetutamente il braccio.
Poi si è ricollegato all'imminente Giornata della memoria: «La progressiva scomparsa di superstiti e testimoni oculari dell'olocausto - ha detto - devi orientare il nostro impegno in difesa soprattutto della memoria, rappresentata da libri, documenti, espressioni artistiche che ci aiutino a conservare vivo il ricordo di quegli errori in contrapposizione alla recrudescenza dell'intolleranza che oggi sembra affermarsi sempre più diffusamente».
Don Enzo De Ceglie, con l'occasione, ha ricordato all'assemblea la storia della chiesa degli Angeli custodi, di cui quest'anno ricorrerà il quarantacinquesimo anniversario: fu Infatti inaugurata il 16 luglio 1975 da don Nicola Ragno. La celebrazione eucaristica s'è tenuta nella pregevole cappella adiacente la grande chiesa parrocchiale.
