Due buone notizie per i diportisti della darsena comunale, e non solo. La prima è che le tariffe nel 2020 non aumenteranno. La seconda è che scomparirà l'ormai orrenda struttura che sovrasta la piattaforma galleggiante della stessa darsena.
Infatti il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ha determinato l'aggiudicazione all'ingegner Vito Sciruicchio, di Bari, della progettazione dei lavori di demolizione delle sovrastrutture metalliche presenti su quel manufatto, chesi trova al piede dell'edificio dei padri Barnabiti, lungo via Statuti marittimi.
Il provvedimento nasce in considerazione del fatto che «il materiale metallico ed i vetri che costituiscono la sovrastruttura, utilizzata in passato per ristorazione, attività ricettive e servizi - vi si legge -, versa da tempo in precario stato di conservazione, tale da rendere necessaria la rimozione fino alla quota di calpestio della piattaforma».
Peraltro, «le lavorazioni dovranno essere eseguite a mano - fa sapere il dirigente - con l'ausilio di piccoli utensili, anche elettromeccanici, avendo cura di non disperdere i materiali in mare».
E particolare cura dovrà essere dedicata alla progettazione della sicurezza sul cantiere, per gestire Le interferenze, la movimentazione dei materiali rimossi da condurre in discarica e per assicurare la tutela dei lavoratori che operano in prossimità dello specchio d'acqua.
Per questo si è resa necessaria la progettazione da parte di un professionista esterno, non disponendo al momento l'ufficio di tecnici per l'esecuzione di tali interventi.
Il professionista incaricato della progettazione ha risposto ad una lettera invito fornendo un preventivo, che il dirigente ha ridotto di ufficio del 20 per cento.
La piattaforma galleggiante fu realizzata nel 1988 per l'accoglienza dei diportisti e, originariamente, era posizionata in capo al pontile B.
Non aveva alcuna sovrastruttura di completamento, ma quattro perni agli spigoli per reggere un gazebo centrale, a mo' di vela, che avrebbe svolto le funzioni di luogo di accoglienza e ristoro.
Da lì a poco, però, il Comune scelse di spostarne l'ubicazione, collegandola alla terraferma con un altro pontile molto più corto ed installandovi dei prefabbricati tuttora utilizzati come bagni pubblici della darsena.
La realizzazione della sovrastruttura consenti, attraverso l'emanazione di una gara, di affidare la piattaforma in concessione per attività di ristorazione.
Il «ristorante galleggiante» ebbe vita e fortuna per alcuni anni, poi la struttura fu riconvertita a luogo di eventi culturali, fra mostre e incontri, .
Da lì a poco, però, la piattaforma piombò in uno stato di abbandono e degrado fu utilizzata esclusivamente da diportisti e sub per il deposito di attrezzature, mentre nel frattempo la sovrastruttura è sempre più caduta a pezzi, ponendo anche a repentaglio l'incolumità pubblica.
Ma cosa avverrà dopo la rimozione di ferro e vetri? «Metteremo in sicurezza piattaforma, bagni, pontili e catenarie ed emaneremo una nuova procedura ad evidenza pubblica - fa sapere il sindaco, Amedeo Bottaro - per il suo affidamento in concessione, così da verificare quanti e quali soggetti manifestino interesse a ad utilizzare nel miglior modo possibile la piattaforma».
