Dopo avere sventato lo sbarco (momentaneo) di Amiu a Cerignola, ecco che Trani torna oggetto di interesse in materia di rifiuti: da una determina dirigenziale della Bat si evince il rilascio dell’autorizzazione per un impianto di produzione di biometano in territorio tranese.
Questa volta l’impianto è privato. Questa volta non c’è Amiu. Non c’è una società partecipata pubblica. L’autorizzazione è della provincia Bat (del presidente Lodispoto) e della Regione Puglia (Emiliano).
Cosa dice ora l’assessore all’ambiente Di Gregorio? E Bottaro? E i consiglieri provinciali di maggioranza?
Cosa ce ne facciamo del sostegno di Lodispoto per la candidatura di Trani a capitale della cultura se poi lo stesso, a quanto pare, non rispetta la volontà politica di Trani su un argomento delicato come questo?
Per onestà intellettuale ricordo che a fine agosto (almeno formalmente) l’amministrazione Bottaro si era espressa negativamente, rimandando la decisione alla Provincia (per la precisione la motivazione del diniego si basava sul contrasto agli indici e parametri delle norme tecniche di attuazione del Pug vigente).
Poi cosa è cambiato?
Da agosto ad oggi, gli unici cambiamenti sono stati principalmente due: è stato eletto un nuovo presidente della Provincia (Lodispoto) e c’è stato un altro tentativo di portare il provvedimento in consiglio comunale l’11 novembre 2019 (provvedimento ritirato dall’amministrazione).
Lo ribadisco. La questione della candidatura di “Trani a capitale della cultura” è solo un’arma di distrazione di massa: le sinistre vogliono Trani capitale dei rifiuti, facciamoci rispettare.
Raimondo Lima (capogruppo consiliare Fratelli d'Italia Trani)
